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Papa in Marocco: card. Parolin, "migrazione fenomeno strutturale e arricchimento reciproco". "Messa di domenica è incoraggiamento per comunità cattolica" | AgenSIR

Papa in Marocco: card. Parolin, “migrazione fenomeno strutturale e arricchimento reciproco”. “Messa di domenica è incoraggiamento per comunità cattolica”

La migrazione “è un fenomeno strutturale e non solo contingente”, e “bisogna vederla non come una minaccia” ma “come un’opportunità”. E se “il primo diritto è quello di restare nel proprio Paese”, quando “ci sono condizioni di vita che non permettono di assicurare quel minimo di sicurezza e di progresso, allora è diritto di ognuno quello di cercarlo”. Lo afferma, alla vigilia della visita del Papa in Marocco, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin in un’intervista ai media vaticani, invitando a vedere il senso delle migrazioni come “un arricchimento reciproco”. Parolin ricorda la firma del Global Compact per una migrazione sicura, regolare e ordinata avvenuta proprio in Marocco e auspica l’attuazione del documento nel quale sono indicate le best practices in parte già in atto, “ma che devono essere continuamente implementate”. Di qui il riferimento ai quattro verbi all’interno dei quali “si deve collocare l’impegno della Chiesa, degli Stati, i quattro verbi famosi che il Papa ha richiamato e che abbiamo richiamato anche noi in quell’occasione, cioè: accogliere, promuovere, proteggere e integrare”. Per il porporato, “all’interno di questo quadro generale, ci saranno le scelte concrete da fare, ma credo che questo sia lo sfondo sul quale collocare il tema”.
Francesco incontrerà la piccola, ma fiorente comunità locale e il segretario di Stato parla di “incoraggiamento” e “motivo di conforto”. “Certamente nella messa, come abbiamo visto ad Abu-Dhabi, ci sarà un grande entusiasmo, una grande partecipazione. In quell’occasione la Messa è stata qualcosa di veramente commovente. Immagino sarà lo stesso anche per l’incontro con la comunità cattolica in Marocco. È un momento in cui il Papa conforta, fa sentire che quella comunità è inserita nella comunione della Chiesa universale e che quindi è sostenuta nelle situazioni concrete in cui si trova e soprattutto — le parole che abbiamo usato anche prima — porta l’incoraggiamento a continuare nella propria testimonianza cristiana, a continuare nella testimonianza del Vangelo, nel servizio al Vangelo attraverso le relazioni quotidiane e nel dare il proprio contributo anche al Paese in cui si trova a vivere ed operare. Quindi sarà sicuramente un momento molto bello e di incoraggiamento per quella comunità”.

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