Papa Francesco: linee guida per la protezione dei minori in Vaticano, “le persone vulnerabili sono equiparate ai minori”

(Foto Vatican Media/SIR)

“La salvaguardia dei minori e delle persone vulnerabili è parte integrante della missione della Chiesa”. È quanto si legge nelle “line guida” per il Vicariato della Città del Vaticano, in cui “le persone vulnerabili sono equiparate ai minori”. “Stabilire e mantenere una comunità ecclesiale rispettosa e consapevole dei diritti e dei bisogni dei minori e delle persone vulnerabili, attenta ai rischi di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento, nell’ambito delle attività svolte all’interno del Vicariato della Città del Vaticano”, l’obiettivo delle linee guida, rivolte a: “I canonici, i coadiutori e il clero della Basilica di San Pietro; i parroci e i coadiutori delle parrocchie di San Pietro e di Sant’Anna in Vaticano; i cappellani e gli assistenti spirituali che abbiano ricevuto un incarico pastorale dal Vicario Generale; i sacerdoti, i diaconi e gli educatori del Preseminario San Pio X; i membri degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica che abbiano residenza stabile nello Stato della Città del Vaticano; tutti coloro che operano a qualsiasi titolo, individuale o associato, all’interno della comunità ecclesiale del Vicariato della Città del Vaticano”. Spetta al vicario generale, si legge nelle linee-guida, nominare “un referente per la tutela dei minori il quale coordina e verifica l’attuazione delle presenti linee guida affinché, nell’ambito del Vicariato, sia mantenuta una comunità rispettosa e consapevole dei diritti e dei bisogni dei minori, nonché attenta a prevenire ogni forma di violenza o di abuso. Il Referente coordinerà le attività di prevenzione e di formazione degli operatori pastorali e avrà particolare cura di accogliere e di accompagnare coloro che affermano di essere stati vittima di sfruttamento, di abuso sessuale o di maltrattamento, nonché i loro familiari. Il Referente si avvale del supporto professionale del Servizio di accompagnamento, gestito dalla Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato, e dell’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica”. Nella scelta degli operatori pastorali, si dispone nelle linee guida, “deve essere accertata, in particolare, l’idoneità dei candidati a interagire con i minori, attraverso un’indagine adeguata e verificando anche l’assenza di carichi giudiziari pregiudizievoli”. Gli operatori pastorali, in particolare, “devono ricevere una formazione adeguata circa i rischi in materia di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento dei minori, nonché circa i mezzi per identificare e prevenire queste offese. Essi sono tenuti inoltre a partecipare ai programmi di formazione organizzati dall’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, di concerto con il Servizio di accompagnamento”. “Usare prudenza e rispetto nel relazionarsi con i minori; fornire loro modelli positivi di riferimento; essere sempre visibili agli altri quando sono in presenza di minori; segnalare al responsabile qualsiasi comportamento potenzialmente pericoloso; rispettare la sfera di riservatezza del minore; informare i genitori o i tutori delle attività che vengono proposte e delle relative modalità organizzative; usare la dovuta prudenza nel comunicare con i minori, anche per via telefonica e sui social network”, le regole dettagliate per chi presta servizio pastorale con i bambini. A questi ultimi, inoltre, “è severamente vietato infliggere castighi corporali di qualunque tipo; instaurare un rapporto preferenziale con un singolo minore; lasciare un minore in una situazione potenzialmente pericolosa per la sua sicurezza psichica o fisica; rivolgersi ad un minore in modo offensivo o assumere comportamenti inappropriati o sessualmente allusivi; discriminare un minore o un gruppo di minori; chiedere a un minore di mantenere un segreto; fare regali ad un minore discriminando il resto del gruppo; fotografare o filmare un minore senza il consenso scritto dei suoi genitori o tutori; pubblicare o diffondere anche via web o social network immagini che ritraggano in modo riconoscibile un minore senza il consenso dei genitori o tutori”. Anche “eventuali comportamenti inappropriati o di bullismo” vanno segnalati. Per quanto riguarda i genitori, “è indispensabile il consenso scritto dei genitori o tutori per la partecipazione dei minori alle attività pastorali, per fotografare o filmare i minori e per pubblicare fotografie o video che li ritraggano, nonché per contattare il minore, anche per via telefonica e sui social network”.

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