Cattedra di S. Giusto: card. Bassetti, se è “casa e scuola di comunione” Chiesa “può creare comunità più umana” e contribuire a “trasformazione Paese”

Per dare vita ad “una comunità più umana, fraterna e accogliente” occorre “fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione”, secondo l’invito, vent’anni fa, di Giovanni Paolo II. Ne è convinto  il cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti, che questa sera a Trieste anima uno dei quattro appuntamenti per la Quaresima 2019 organizzati dalla diocesi e denominati “La Cattedra di San Giusto”, nell’omonima cattedrale. “Aiutiamoci a essere ‘casa della comunione’, aiutiamoci a lasciarci riconciliare dal Signore, e potremo favorire il processo di unità cui è chiamata la collettività civile. Non pensiate che sia poca cosa il contributo che possono dare le comunità cristiane, anche piccole, e perfino i singoli credenti, alla trasformazione di un Paese”, il monito del porporato. Riconciliazione e fraternità: due punti sui quali la Chiesa è chiamata “a dare un contributo difficilmente sostituibile. Altri potranno magari occuparsi al nostro posto di alcune iniziative o realtà che tuttora gestiamo in prima persona; nessuno potrà mai dispensarci dal testimoniare il vangelo della fraternità e della comunione”. “Certo per essere uniti tra noi, per aprirci agli altri senza paura e con spirito positivo”, chiarisce Bassetti, occorre essere “riconciliati in noi stessi e con Dio”. Di fronte a “vite che vanno a pezzi” e ai “gesti gravi e talora gravissimi che una persona può commettere”, occorre riconoscere che “solo se accettiamo di misurarci con il mistero di Cristo, invocando umilmente la salvezza che viene dalla Croce, lo scenario cambia”. Per il presidente della Cei, “coloro che non si sottraggono alla misericordia della Pasqua possono giungere, per grazia, alla vera trasformazione: diventare uomini e donne ‘nuovi”, capaci di “costruire fraternità e pace”.

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