Marocco: p. Sale, “porta commerciale per l’Africa”. Islam locale fedele a monarchia, no derive fondamentaliste. Accordo del 1984 regola rapporti con Chiesa cattolica

Su invito del sovrano del Marocco, Muhammad VI, papa Francesco visiterà il Paese il 30 e 31 marzo prossimi. In occasione del viaggio, nel quaderno 4050 de La Civiltà Cattolica, in uscita sabato 16 marzo. p. Giovanni Sale fotografa storia, economia e società civile del Paese musulmano che riveste un importante ruolo strategico nei traffici commerciali che attraversano lo Stretto di Gibilterra e si sta progressivamente affermando come la porta commerciale dell’intero continente africano. In que­sti ultimi decenni, spiega, ha stipulato circa 55 accordi bilaterali di libero scambio con gli Stati della sponda settentrionale del Mediterraneo, gli Usa, la Turchia, l’Egitto, la Giordania, la Cina, l’India, il Brasile e altri Paesi latinoamericani e africani, a eccezione dell’Algeria, con la quale ha ancora alcuni contenziosi da risolvere. Una storia recente – dall’indipendenza da Francia e Spagna del 1956 – e una monarchia che gode ancora di prestigio “all’interno del mondo musulmano”, osserva Sale spiegando che la sua legittimità “è sorretta da basi religiose: i re del Ma­rocco, infatti, in quanto discendenti del profeta Maometto, si fanno chiamare con i titoli di ‘prìncipi’ e ‘comandanti dei credenti'”. Una “legittimità islamica” che “ha favorito l’attaccamento e la fedel­tà dell’islam locale alla causa monarchica, che ha assunto valenza sacrale, evitando così derive fondamentaliste”. Dopo le rivoluzioni arabe del 2011, Muhammad VI ha permesso una nuova revisione della Costituzione che ha perfezionato l’or­ganizzazione dello Stato secondo un modello più democratico e filo-occidentale, riconoscendo un ruolo importante ai partiti politici e alle assemblee rappresentative. Anche se questa versione di islam moderato, controllato dallo Stato, è da molti fedeli considerata uno strumento per combattere dall’in­terno il radicalismo e la violenza, “non mancano le critiche rivolte dai gruppi salafiti”. Secondo altri, invece, “è uno strumento per combattere gli oppositori politici dei partiti filo-monarchici al potere”. In Marocco più del 99% della popolazione è musulmana, “e l’islam che vi è praticato – precisa il gesuita – è quello sunnita di rito malikita, una tradizione piuttosto rigorista, ereditata dalla ‘gente di Medina’. Tuttavia la Costituzione tutela la libertà di culto per le altre confessioni religiose”. I cattolici sono un’esigua minoranza, “costituita per lo più da lavoratori, impiegati stranieri e da studenti dell’Africa sub-sahariana”, tuttavia la Chiesa gestisce nel Paese numerosi istituti scolastici di prestigio e varie opere di beneficenza. I rapporti tra Marocco e Chiesa cattolica sono regolati da un “Accordo” del 1984.

 

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