Studente universitario morto dopo laurea: mons. Perego (Ferrara), “un dolore e una sconfitta per la nostra città”

“Mi ha colpito molto la morte di Adriano, studente universitario e neolaureato arrivato a Ferrara dalla terra lucana, dalla antica città medioevale di Lauria. La morte del neolaureato riporta l’attenzione su un tassello di mondo e di futuro, gli universitari, di casa nella nostra città, molti dei quali provenienti dalle regioni del Sud del Paese. Sono più di 22.000, quelli che ogni anno iniziano, continuano o terminano un curriculum accademico nella nostra città con un percorso universitario non privo di ostacoli (la ricerca dell’alloggio, i test, la lontananza dalla propria casa e dai propri paesi, un metodo di studio…), che si è rinnovato nei secoli, ma che ha costituito un passaggio esistenziale per molti studenti italiani di ieri e anche di altri Paesi d’Europa e del mondo oggi”. Lo afferma mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, in merito alla tragica scomparsa nella notte tra il 4 e il 5 dicembre a Ferrara del giovane universitario Adriano Bianco, morto dopo i festeggiamenti per la sua laurea avvenuta nella mattina del 4. “Vedere morire un giovane al termine del suo percorso accademico, nel giorno di festa di laurea, al di là dei motivi contingenti che gli operatori sanitari e i magistrati stanno esaminando, significa vedere morire la speranza, un’amicizia, un figlio – sottolinea il presule -. Questa morte è un dolore, una sconfitta. Un dolore per chi vede morire improvvisamente il figlio, dopo aver fatto festa con lui: e vorremmo far sentire ai familiari la nostra vicinanza, anche nella preghiera”. Per mons. Perego, si tratta di “una sconfitta per la nostra città, che non ha saputo proteggere un giovane venuto da una terra martoriata del Sud, un tassello del nostro futuro”. Forse, aggiunge, “al di là dei dibattiti sui cancelli per chiudere le piazze della movida, insieme dovremmo essere in grado di moltiplicare i luoghi e le esperienze di amicizia, di gruppo, di confronto, di festa, di preghiera, liberi dalle mode e dalle tradizioni grottesche. Le nostre parrocchie, Casa Cini, i gruppi universitari, la riapertura del collegio universitario femminile dei Gesuati sono spazi che come Chiesa vogliono essere casa per i giovani universitari, ma anche luoghi per rinnovare il volto di una città vicina all’Università e agli universitari”. “Spero che la morte di Adriano aiuti la nostra Ferrara a rialzarsi da questa sconfitta”, conclude l’arcivescovo.

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