Natale: mons. Sacchi (Casale Monferrato), “non riduciamolo ad una favola. Il presepio nelle nostre case faccia nascere in noi la gratitudine”

Mons. Gianni Sacchi, vescovo di Casale Monferrato

“Contemplando il presepio noi scopriamo quanto Dio ci ama fino al punto da annientare sé stesso per farsi bambino fragile, povero indifeso. Quel bimbo che tende le braccia e si lascia abbracciare da chiunque si accosta lui. Cari fratelli e sorelle, il presepio nelle nostre case, nelle nostre chiese ci faccia riscoprire il volto di Dio, il volto degli uomini e faccia nascere in noi la gratitudine. Quella gratitudine che è la memoria del cuore”. È l’augurio rivolto dal vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, nel messaggio alla comunità diocesana in occasione delle festività natalizie.
Se non si riesce “a percepire il senso e il significato del Natale di Gesù”, si finisce per fare “una bella festa, che coinvolge le nostre famiglie, le comunità, la società, ma spesso ci fermiamo all’esteriorità di luci, addobbi, regali, pranzi e cene, senza entrare nella dimensione profonda di ciò che celebriamo. Dio si è fatto uomo, perché l’uomo diventi Dio”. “Questo – rileva mons. Sacci – è il messaggio sconvolgente e inaudito del Natale. Un messaggio che va assimilato con grande apertura di cuore e di mente”. Per questo “dobbiamo metterci in cammino come i pastori, dobbiamo andare fino a Betlemme per trovare il segreto della nostra gioia. Il Verbo si è fatto carne. La Parola ha preso dimora in mezzo a noi”. “La nostra ragione – prosegue il vescovo – si ferma di fronte al mistero dell’incarnazione. Molti non credono a questo annuncio, ma per chi lo accoglie, la vita cambia e tutto si illumina e si rinnova. Tutto il bene diventa possibile e tutto il male diventa rimediabile, perché ‘nulla è impossibile a Dio’”.
“Non riduciamo dunque Natale ad una favola”, l’esortazione di mons. Sacchi che richiama lettera apostolica “Admirabile signum” sul valore e il significato del presepio che Papa Francesco ha firmato il 1° dicembre a Greccio.
Il vescovo conclude con un auspicio: “Che questo Natale ci abbracci con la tenerezza di Dio e la tenerezza degli uomini. Che il bimbo di Betlemme porti luce a tutte le famiglie della nostra diocesi, soprattutto a quelle segnate dalla sofferenza e dalle difficoltà della vita, alle persone sole o ammalate”.

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