Diocesi: mons. Crepaldi (Trieste), “in famiglia non si prega più, cresce il numero delle separazioni e dei divorzi”

“Purtroppo in famiglia non si prega più e questo contribuisce alla crisi odierna dell’istituto familiare”. A lanciare il grido d’allarme è mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste, nell’omelia per la festa cittadina della Madonna della Salute. “Anche a Trieste, continua a crescere il numero delle separazioni e dei divorzi, con conseguenze disperanti per i figli”, ha fatto notare il presule, secondo il quale “è arrivato il tempo di un cambio di passo”. “A iniziare questo cambio devono essere i genitori – l’invito di Crepaldi – chiamati a insegnare ai figli le preghiere del cristiano a pregare durante la giornata; ad abituare la propria famiglia a rivolgere il pensiero a Dio almeno la mattina e la sera, prima e dopo i pasti; a partecipare con i figli alla Messa domenicale”. “La preghiera in famiglia, inoltre, ci educa ad allargare gli orizzonti”, ha spiegato il vescovo: “Eccoci allora chiamati a pregare per la Chiesa, impegnata nella difficile missione di annunciare il Vangelo di Gesù; per Papa Francesco, pellegrino in questi giorni in alcuni Paesi dell’Estremo Oriente; per i Vescovi, in particolar modo per me, vostro Pastore, perché guidi con saggezza la Chiesa di Trieste; per i sacerdoti, e religiosi e le religiose e i cristiani impegnati nell’apostolato laicale, perché operino generosamente per la promozione del regno di Dio; per i responsabili delle istituzioni pubbliche, perché siano pronti a promuovere il bene comune; per tutti i lavoratori, perché siano garantite loro la dignità e la sicurezza; per la nostra città, affinché conosca i giorni della serenità dopo i tragici eventi dell’uccisione di due agenti della polizia; per i nostri malati affinché i loro letti si trasformino in altari dove offrire al Signore Crocifisso i frutti della propria sofferenza”.

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