Bene comune: Fondazione “Gravissimum Educationis”, presentato il volume “Costruire la democrazia”

Conoscere le cause della crisi che oggi attanaglia la democrazia, sempre più in difficoltà nel mediare tra i conflitti tra cittadini. Questa e altre riflessioni sono contenute nel libro “Costruire la democrazia. Prospettive educative e cristianesimo”, primo volume della nuova collana “Fari educativi” edita dalla Libreria Editrice Vaticana e promossa dalla Fondazione pontificia “Gravissimum Educationis”. Un nuovo progetto educativo integrale per rigenerare il sistema.
“Vogliamo dialogare con il mondo – ha detto mons. Guy-Real Thivierge, segretario generale della Fondazione, durante la presentazione a Roma – per denunciare gli attacchi che rischiano di distruggere la democrazia e allo stesso tempo annunciare attraverso l’educazione la possibilità di poterla ri-costruire e tutelare. Vogliamo proporre l’educazione come chiave di lettura per interpretare tutto ciò che accade intorno a noi. E per fare questo c’è bisogno di conoscere, di leggere, di ascoltare, perché ‘insegnare’, lo dice la parola, significa lasciare il segno, un segno su questo mondo”.
Un progetto definito “faro educativo” cui partecipano da circa tre anni diversi studiosi provenienti da quattordici università di tutto il mondo. Ad una prima fase teorica, della quale questo volume è uno dei frutti, seguiranno progetti educativi concreti, nel segno della Dottrina sociale della Chiesa.
“Una delle regole della democrazia – ha affermato nel suo intervento mond. Jean Robert Armogathe, professore emerito presso l’Ecole Pratique des Hautes Etudes (Sorbonne) – è che ciò che concerne tutti deve essere approvato da tutti, anche da chi non ha possibilità di far ascoltare la propria voce o di chi, pur non essendo ancora nato, è comunque una persona titolare di diritti e doveri, già nel seno di sua madre”. “Spetta alla Chiesa – ha proseguito – illuminare il cammino della democrazia, attraverso la voce e il lavoro di coloro che per primi sono deputati e chiamati a educare, a insegnare gli alti valori della ‘buona vita’ che passa proprio per la democrazia”.
“La Chiesa – ha aggiunto il card. Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica e presidente della Gravissimum Educationis – è, come affermava Papa Paolo VI, ‘esperta di umanità’ e la sua voce ‘è attesa e desiderata’, seppur in un’epoca ‘segnata dal declino delle ideologie’. La Chiesa come madre e maestra vuole creare un orizzonte comune per dare un’anima al mondo e alla politica dei nostri giorni e anche alla democrazia il cui obietti resta quello di contribuire con questa sua presenza a unire gli uomini alla ricerca dei fini comuni di cui la democrazia è solo un mezzo”.
Alberto Lo Presti, docente di Dottrina sociale della Chiesa alla Lumsa e coordinatore del volume, si è soffermato sulla grave “crisi che oggi non colpisce solo le democrazie di recente formazione, ma che mina alle basi anche quelle più mature, addirittura, le prime, della storia del mondo occidentale. In questo senso, la Dottrina sociale della Chiesa ha mostrato una lungimiranza notevole rispetto a questi nuovi orizzonti del vivere democratico, perché la democrazia da sé non basta a creare la vita buona, a restituire riconoscimento e dignità, a sottintendere un’idea di bene comune che non sia semplicemente l’interesse della maggioranza”. Perché “la democrazia – ha concluso – deve essere il sistema nel quale, attraverso la partecipazione pubblica, tutti possano collaborare alla felicità reciproca e alla realizzazione dei fini più ampi”.

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