Ucraina: abusi nella Chiesa. Shevchuk, “nessuno ha il diritto di tacere o di giustificare il crimine. Vittime devono essere ascoltate”

“Siamo pronti ad ascoltare tutti, e soprattutto quelli il cui dolore rimane non espresso, e le ferite celate sanguinano per anni o addirittura per decenni”. “Vogliamo dire forte e chiaro: nessuno ha il diritto di tacere o di giustificare gli illeciti, il dolore, il peccato e il crimine. Le vittime devono essere ascoltate, in particolare dalla Chiesa”. È un invito forte a “non tacere” rivolto alle vittime di violenza subita “in qualsiasi ambiente, incluso quello ecclesiastico”. A rivolgerlo è Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica in Ucraina in un messaggio sulla difesa dei bambini e delle persone vulnerabili. Shevchuk mette al corrente che all’inizio del 2019, il Sinodo dei vescovi dell’arcivescovado maggiore di Kyiv-Halych della Chiesa greco-cattolica ucraina, insieme alla Conferenza episcopale della Chiesa cattolica romana in Ucraina, ha promulgato le “Disposizioni di base per il trattamento dei casi di abusi sessuali sui minori da parte del clero” secondo quanto richiesto da Papa Francesco nel motu proprio “Vos estis lux mundi”. Sebbene in Ucraina non siano ancora emersi casi di abuso nella Chiesa, i vescovi si impegnano a proteggere con “misure necessarie e importanti” i bambini e i giovani nell’ambiente della Chiesa. Ma il messaggio va oltre e Shevchuk scrive: “Se qualcuno ha subito soprusi o abusi sessuali, fisici, psicologici, emotivi, finanziari o di altro genere nelle nostre parrocchie, eparchie, monasteri, scuole, seminari o altre strutture ecclesiali; se qualcuno si è scontrato con l’indifferenza e l’insensibilità verso queste azioni malvagie, con il silenzio o l’omertà; se qualcuno è stato colpito e deluso dal comportamento indegno dei rappresentanti della Chiesa; se il buon nome di qualcuno è stato macchiato dall’abuso commesso da qualcun altro: a voi tutti ne chiediamo scusa. Se noi – vescovi, preti, superiori e superiore, altri ministri della Chiesa e leader laici – non siamo stati diligenti a svolgere i nostri doveri pastorali e abbiamo offeso o permesso di offendere uno delle nostre sorelle o fratelli, ne chiediamo scusa”. Sua Beatitudine invita quindi le persone a denunciare: “Ogni persona ha il diritto a parlare, ad avere l’attenzione, a essere ascoltata e possiede il diritto alle indagini approfondite sui presunti crimini”. Aggiunge anche che “le vittime della violenza non hanno bisogno solo di consolazione ma anche di giustizia”. “Il clero e gli altri membri della Chiesa non sono immuni dalla supremazia di diritto, e il crimine rimane tale indipendentemente da chi è il suo autore”. L’impegno pertanto secondo “i principi di giustizia e di verità” è quello di “sviluppare programmi di protezione delle persone vulnerabili in collaborazione con le autorità e le organizzazioni competenti”. E conclude: “Le nostre comunità ecclesiali siano un luogo dove tutti, specialmente i più vulnerabili, possano respirare appieno la loro dignità umana e sentirsi protetti”.

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