Sinodo per l’Amazzonia: Ruffini, “presentata bozza di documento finale”, ma “il processo di ascolto non è ancora terminato”

(foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Il card. Hummes ha illustrato il progetto del documento finale, di cui è iniziata l’elaborazione, ma il processo di ascolto non è terminato”. A precisarlo è stato Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, nel briefing che ha inaugurato l’ultima settimana del Sinodo per l’Amazzonia, che si concluderà il 27 ottobre. A presentare la bozza in aula è stato il relatore generale, card. Claudio Hummes, arcivescovo emerito di Sào Paulo e presidente della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam). Il testo, che raccoglie i frutti degli interventi presentati durante i lavori, passerà ora ai Circoli minori per l’elaborazione dei “modi collettivi”. Tali emendamenti – nelle giornate di mercoledì e giovedì – verranno inseriti nel documento finale dal relatore generale e dai segretari speciali, con l’aiuto degli esperti. Quindi, il testo verrà rivisto dalla Commissione per la redazione per poi essere letto in aula venerdì pomeriggio, nel corso della 15ª Congregazione generale. Sabato pomeriggio, infine, la 16ª Congregazione generale vedrà la votazione del documento finale. In apertura della Congregazione odierna, come di consueto si è svolta la preghiera dell’Ora Terza. A tenere l’omelia – riferisce Vatican news –  è stato mons. Miguel Cabrejos Vidarte, arcivescovo di Trujillo e presidente del Celam, che ha esortato a guardare all’esempio di San Francesco e al “Cantico delle creature”. “Per Francesco – ha evidenziato il presule – la bellezza non è una questione di estetica, bensì di amore, di fraternità ad ogni costo, di grazia ad ogni costo”. Il Santo di Assisi – si è ascoltato ancora nell’omelia – “abbraccia tutte le creature con un amore e una devozione mai vista, parlando loro del Signore ed esortandole a lodarlo”. Conoscere, riconoscere e restituire – ha detto ancora il presidente del Celam – sono i verbi che scandiscono “il ritmo” del cammino spirituale del Poverello di Assisi. Se per San Francesco, infatti, il peccato è appropriazione “non solo della volontà, ma anche dei beni” che il Signore opera nell’essere umano, la lode, al contrario, significa restituzione. A chiudere i lavori di stamani è stato l’intervento di un invitato speciale che si è soffermato sul tema dell’ecologia integrale, in particolare in rapporto al cambiamento climatico.

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