Diocesi: mons. Perego (Ferrara) per i 50 anni dell’Ac, “non chiudiamoci in noi stessi, ma moltiplichiamo il dialogo vincendo stanchezza e diffidenza”

“Non chiudiamoci in noi stessi, ma moltiplichiamo incontri, dialoghi, festa, nella giostra della vita. Con coraggio, vincendo stanchezza e diffidenza”. Questo l’invito che mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, ha rivolto ieri a Volania ai membri dell’Azione Cattolica diocesana, riuniti per festeggiare i 50 anni di fondazione della locale sezione di Ac. A offrire l’occasione è stato il convegno unitario annuale. L’invito evangelico “Duc in altum” ha fatto da filo conduttore all’intervento di mons. Perego. “Oggi con il Signore siamo al lago o al mare – ha spiegato –. Il mare è nella Bibbia simbolo di morte e di vita. La morte nel mare l’abbiamo vista nella tragedia di chi è in fondo al mare, anche mamme con i propri figli, come hanno testimoniato alcune immagini del Mediterraneo in questi giorni. Ma il mare ricorda anche la vita, perché chi attraversa il mare trova nuove opportunità; nel mare stesso c’è vita, nutrimento per i pescatori e le loro famiglie. Dal mare vengono persone e cose. Dal mare vengono nuovi incontri, che voi celebrate nel mese degli incontri. Dal mare viene anche la voglia di pace per chi è in fuga da guerre, che voi ricordate nel mese della pace. Chi va in mare saluta, un gesto che voi ricordate nel mese del ciao”. L’arcivescovo ha sottolineato, inoltre, che il Vangelo ci ricorda come nel lago avvengano “una pesca, senza prendere nulla, quasi una fatica inutile; e poi ancora una nuova pesca, su invito di Gesù, una nuova fatica che però porta il dono di molti pesci, porta la gioia”. Da qui la constatazione che “la missione, il cammino, l’andare in terra e in mare premia sempre, tanto più se abbiamo qualcosa di importante da dare”.

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