Bolivia: probabile ballottaggio Morales-Mesa. Fuentes (segretario aggiunto Ceb), “voto importante per il futuro della democrazia”

“Si tratta di elezioni molti importanti per il futuro della democrazia nel nostro Paese”, ma all’appuntamento si è giunti “in un clima di sfiducia generalizzato”. Lo spiega al Sir padre José Fuentes, segretario generale aggiunto della Conferenza episcopale boliviana, commentando le elezioni presidenziali in Bolivia, avviate verso un probabile ballottaggio, il prossimo 15 dicembre, tra l’uscente Evo Morales, del Movimento per il socialismo (45%, secondo i dati ancora parziali), e il liberale Carlos Mesa (38%).
Il motivo di questo clima ci porta al “macigno” che ha di fatto influenzato la vita politica boliviana degli ultimi anni, cioè la ricandidatura di Morales per un quarto mandato, nonostante la Costituzione non lo prevedesse, in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale che ha in pratica disatteso l’esito clamoroso del referendum del 2016. La gente, insomma, ha avuto l’impressione che il proprio voto non contasse, tanto più che non sono mancati in questa campagna elettorale sospetti di poca trasparenza. La Fondazione Jubileo, emanazione della Chiesa boliviana, assieme ad alcune università, prosegue p. Fuentes, “ha promosso dei sondaggi e ha formato un gruppo di osservatori presenti ai seggi per vigilare sulla regolarità del voto. Tremila persone si sono formate per questo scopo”. Il segretario della Ceb sottolinea la “grande unità dei vescovi”, che hanno manifestato in più occasioni forti critiche a Morales, proprio e soprattutto per la scelta di ricandidarsi: “Nei primi anni, grazie anche a una congiuntura economica favorevole, Morales ha avuto un ruolo importante, ma ora pare che il suo unico obiettivo sia quello di restare al potere. In alcuni casi, ha attuato politiche che poco hanno a che vedere con la sinistra, basi pensare al progetto del passaggio di un’autostrada nella zona protetta del Tipnis. Al tempo, stesso, va detto che l’opposizione non si è subito trovata d’accordo su un progetto alternativo, ma si è divisa in protagonismi personali”.

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