Giornata dell’alimentazione: Confagricoltura, “evidenti i paradossi. Da una parte grandi sprechi, dall’altra agricoltura di sussistenza”

“L’obiettivo ‘Fame Zero’ è un imperativo che responsabilmente gli imprenditori agricoli si sono assunti e a cui stanno lavorando incessantemente per raggiungerlo”. Lo sottolinea Confagricoltura, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione indetta dalla Fao. L’organizzazione agricola aggiunge: “I paradossi dell’accesso al cibo sono evidenti con 821 milioni di individui sulla terra che ancora oggi soffrono la fame e con 1 persona ogni 3 che è malnutrita. D’altro canto, una persona su 8 nella nostra civiltà occidentale soffre di obesità o di malattie connesse alla cattiva o eccessiva alimentazione”.
Secondo l’organizzazione degli imprenditori agricoli, “sono tanti e molteplici i temi che si intrecciano tra di loro: fame zero e lotta allo spreco alimentare, eliminazione delle disparità di accesso al cibo e affermazione di nuovi stili di vita e alimentari”. A questi si aggiungono “i problemi che riguardano la produttività agricola che deve crescere ma riducendo l’impatto sulle risorse ambientali e naturali; che deve aumentare ma adattarsi ai cambiamenti climatici che tendono a far ridurre le rese produttive, laddove invece si devono espandere”.
Confagricoltura sottolinea anche che “lo spreco alimentare ha due facce. Da una parte è un segnale di forti disparità a carattere sociale ed economico nel mondo. Dall’altra parte, è connesso ad un’agricoltura di sussistenza di molte popolazioni, fatta con scarse risorse tecnologiche, strumenti inadeguati, situazioni climatiche sfavorevoli, tensioni politiche; condannata a produrre quantitativamente e qualitativamente in modo ridotto e che perde – spreca – parte di quello che realizza per carenza di strutture e infrastrutture di stoccaggio, conservazione trasporto e lavorazione dei raccolti”.
“È giunto il momento – conclude Confagricoltura – di uno sforzo collegiale dei governi per superare le tensioni e le guerre commerciali. Serve volontà politica per affermare nuovi equilibri, pacificazione e benessere”.

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