Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Libia, tregua tra le milizie, ma il Paese resta in bilico. Giappone, 11 vittime per il tifone Jebi

Libia: regge la tregua, impegno per una transizione politica. In fuga immigrati africani

Sembra reggere il cessate il fuoco in Libia, il cui accordo è stato raggiunto ieri sotto gli auspici dell’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salamé. L’intento è di “porre fine a tutte le ostilità, proteggere i civili, salvaguardare la proprietà pubblica e privata e riaprire l’aeroporto di Mitiga”. Un’intesa che “non punta a risolvere tutti i problemi della sicurezza della capitale della Libia: cerca un accordo quadro sul modo di iniziare ad affrontare tali questioni”. Le parti in causa e le milizie firmatarie si impegnano “a trovare una soluzione politica, alla cessazione delle ostilità e alla creazione di un meccanismo che controlli il cessate il fuoco”. Nel frattempo si prepara la Conferenza internazionale sulla Libia che si terrà in Italia a novembre. Nel Paese africano, dopo la fuga dei carcerati, ieri centinaia di migranti africani – secondo la Reuters – sarebbero fuggiti da un centro di detenzione nei pressi dell’aeroporto di Tripoli, approfittando del caos di queste ore.

Italia: Salvini, la “strategia” del governo su conti pubblici, sicurezza e “daspo” ai corrotti

“Vogliamo rispettare gli impegni presi con gli italiani restando nei vincoli imposti dagli altri (l’Ue, ndr). Se per mettere in sicurezza l’Italia dovessimo spendere un miliardo in più, lo spenderemmo. Cercheremo di fare tutto, rispettando quello che ci è chiesto da altri, sebbene non sia rispettato da altri Paesi”. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a Radio Anch’io, delinea una strategia da parte del governo su bilancio e sicurezza. Poi sostiene, senza precisare numeri, che il reddito di cittadinanza sarà nella manovra. Quanto al daspo ai corrotti, Salvini mette in guardia da “processi sommari”, pur sottolineando che la lotta alla corruzione e alle mafie è una priorità.

Francia: Macron, crollo nei sondaggi e rimpasto di governo. Lo sport affidato a Roxana Maracineanu

Crollo nei sondaggi per il presidente francese Emmanuel Macron, la cui popolarità, secondo uno studio Ifop, è scesa al 31%, raggiungendo un risultato peggiore del suo predecessore François Hollande. Ieri il capo dell’Eliseo ha varato il rimpasto di governo con il presidente dell’Assemblea nazionale francese, Francois de Rugy, che sostituirà il ministro dimissionario per la Transizione ecologica, Nicolas Hulot. Ex ecologista, 44 anni, si è sempre mostrato leale e fedele a Macron, sottolinea l’Ansa. “L’ingresso di De Rugy nel governo permetterebbe anche di allontanarlo dal capogruppo di En Marche all’Assemblea, Richard Ferrand, con cui si dice non corresse buon sangue”. Ieri si è avuto anche l’addio della ministra dello sport Laura Fessel, “per motivi personali”, che sarà sostituita dall’ex campionessa di nuoto francese Roxana Maracineanu. Di origini rumene, 43 anni, Maracineanu è figlia di rifugiati politici emigrati in Francia.

Clima: Giappone, 11 vittime per il tifone Jebi. Stati Uniti, danni limitati per la tempesta Gordon

È salito a 11 il bilancio dei morti, con almeno 300 feriti, provocati dal tifone Jebi, il più potente degli ultimi 25 anni ad abbattersi sul Giappone. Avvisi di evacuazione nelle regioni centro-occidentali dell’arcipelago restano in vigore. Continuano le operazioni di soccorso all’aeroporto internazionale di Osaka, per disincagliare la nave che ha urtato il ponte di collegamento del terzo scalo del paese – nel frattempo allagato – con la città di Izumisano. Negli Stati Uniti, invece, la tempesta tropicale Gordon non si è trasformata in uragano ma ha toccato terra a ovest del confine tra l’Alabama e il Mississippi lasciando senza corrente elettrica migliaia di famiglie. Secondo il centro nazionale uragani la tempesta, che finora ha registrato venti fino a 110 chilometri orari, dovrebbe indebolirsi domani lungo il suo cammino attraverso il Mississippi, la Louisiana e l’Arkansas.

Argentina: provincia di Chaco, assalto a un supermercato, ucciso un ragazzo di 13 anni

Un ragazzino di 13 anni è rimasto ucciso, in Argentina, durante scontri tra la polizia e una cinquantina di persone, di una comunità aborigena, che tentavano di saccheggiare un supermercato a Sáenz Peña, nella provincia di Chaco, alla frontiera con il Paraguay. La situazione economica e sociale nel Paese è sempre più preoccupante. Secondo il portale Diario Chaco la vittima è stata colpita da un proiettile di gomma al petto ed è morta dopo il ricovero. Ma il direttore dell’ospedale “4 de Junio”, Rolando Gauna, ha sostenuto che “si è trattato di una ferita da un’arma da fuoco”.

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