Migranti: card. Krajewski agli operatori di “Mondo Migliore”, “vi ringrazio per quello che fate, a nome del Papa”

“Quando abbiamo costruito le docce sotto il colonnato di San Pietro, sono andato dal Papa e mi sono lamentato perché avevamo bisogno di più cose. Lui mi ha fermato e mi ha detto: ‘Tu sei fuori dal Vangelo. Tu sai che è Gesù stesso che viene a fare la doccia. Lui che ha detto: ero malato, ero nudo, stavo in carcere, ero forestiero. Facciamo tutto per Gesù che ha volti diversi. Se vuoi adorare Gesù esci dalla tua canonica e vai per strada a incontrare i poveri’”. Lo ha raccontato il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere di Sua Santità, allo staff di operatori e mediatori culturali del Centro Mondo Migliore. Ed ha aggiunto: “Vi ringrazio per quello che fate, a nome del Papa”. Il cardinale Krajewski ha visitato il Centro. Ha parlato con il medico e il personale sanitario che presidiano il centro 24 ore su 24. Ha visitato la moschea con l’imam. Ha salutato gli otto migranti della Nave Diciotti in partenza oggi per Torino. Ha visionato il kit che l’Auxilium offre ai migranti.

Agli operatori ha raccontato che quello che Papa Francesco riceve per dono, viene donato ai più poveri. Le offerte di Santa Marta, per esempio. E, per ultima, la Vespa personalizzata con lo stemma papale che gli è stata offerta domenica scorsa. “Volentieri ha apprezzato questo dono – ha detto Krajewski – e subito mi ha detto: è per i poveri. Vendila e dai tutto ai poveri”. “Lui è cosi”, ha proseguito l’elemosiniere. “Ogni tanto il Papa mi chiede: ‘Il nostro conto è vuoto? Perché se non è vuoto, vuol dire che non hai fatto niente. Se è vuoto, possiamo riempirlo subito’. È il suo modo di pensare: i soldi devono lavorare ma non come nelle banche che passano dal dollaro all’euro. Al contrario, devono essere offerti e dati ai poveri subito. Guardate, che nel Vangelo esiste solo oggi, non esiste domani. Gesù incontrava i malati e non diceva, ci vediamo tra una settimana. Lui li guariva subito. Pensiamo invece ai politici di oggi che dicono, ‘vediamo tra una settimana’. Gesù agiva nell’oggi. Oggi bisogna aiutare. Oggi bisogna essere santi, non domani perché domani è troppo tardi”. Accolto al Centro Mondo Migliore da un grande applauso, il cardinale ha detto: “Non c’è nessun merito mio. Il merito è della Caritas italiana. Purtroppo l’immagine dei media è diversa e nessuno parla che, per esempio, qui a Roma migliaia di volontari ogni sera escono per strada, soprattutto quando piove e la temperatura scende. Nessuno dice che a Roma nessuno muore di fame. Perché ci sono tante persone con il cuore. Dormitori, mense, centri di accoglienza. È una realtà incredibile e totalmente evangelica perché non si pensa a se stessi ma agli altri”.

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