Crollo ponte a Genova: le iniziative della diocesi di Genova per trovare alloggi per gli sfollati

Con un comunicato pubblicato sul proprio sito, la Chiesa genovese invita a segnalare la disponibilità di eventuali appartamenti per ospitare temporaneamente gli sfollati. “L’arcidiocesi di Genova intende mettere a disposizione delle famiglie sfollate per la tragedia del Ponte Morandi le proprie case canoniche libere e gli appartamenti che i fedeli laici desiderano rendere disponibili”, si legge nel testo a firma di mons. Giacomo Martino, incaricato dall’arcivescovo cardinale Angelo Bagnasco per i problemi provocati alla popolazione che è stata coinvolta dal crollo del Ponte Morandi in Valpolcevera. Le abitazioni dovranno essere messe a disposizione per una durata massima, stabilita dal piano emergenziale della Protezione Civile, di 12 mesi. “Le offerte delle canoniche e degli appartamenti parrocchiali ad uso pastorale e caritativo non soggette al pagamento di imposte verranno vagliate congiuntamente dall’Economato dell’arcidiocesi e da un ufficio tecnico del Comune per verificare la compatibilità e le condizioni del comodato d’uso gratuito” e “gli appartamenti parrocchiali in regime di affitto, congiuntamente a quelli dei fedeli laici che vengono messi a disposizione, verranno proposti in contratto di locazione per un anno ad un affitto mensile simbolico, quantificato dall’ufficio comunale preposto, per coprire tutte le spese accessorie e le spese per le tasse”, si legge nel comunicato. Per l’occasione è stata anche attivata una casella e-mail dedicata (unacasapertegenova@gmail.com) attraverso la quale vanno indicati i dati dei proprietari, l’indirizzo e una breve descrizione dell’immobile, i dati catastali, la metratura e le eventuali certificazioni presenti.

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