Austria: maternità surrogata, no dall’Associazione della famiglie cattoliche contro l’ipotesi di liberalizzazione

L’Associazione nazionale austriaca delle famiglie cattoliche (KfÖ) ha espresso timori, attraverso un intervento del presidente Alfred Trentl, riguardo alla ipotesi di liberalizzazione dell’uso della maternità surrogata che potrebbe scaturire dall’orientamento positivo espresso della Corte costituzionale austriaca: la quale ha confermato la necessità della prossima apertura al matrimonio omosessuale nel diritto civile austriaco. La maternità surrogata è per ora esplicitamente vietata dalla legge austriaca alle coppie eterosessuali. Secondo la KfÖ l’apertura al matrimonio, richiesta dalla Corte costituzionale, per le coppie omosessuali non deve in nessun caso portare all’apertura della maternità surrogata. In questi giorni il governo federale sta studiando la legge, ma Trendl ha sottolineato all’agenzia di stampa cattolica Kathpress, che se due uomini contraggono matrimonio – precedentemente definito dalla legislazione austriaca come aperto alla creazione della vita da parte di un uomo e di una donna – il prossimo passo sarebbe quello di dare loro la possibilità di essere genitori attraverso la maternità surrogata, che è altamente problematica per donne e bambini, ed è oggi esplicitamente vietata. Trendl ritiene importante che le coppie omosessuali non siano discriminate nel loro riconoscimento con una partnership registrata civile, che dovrebbe essere allargata anche alle coppie eterosessuali. Ma con il pronunciamento del dicembre 2017 la Corte ha stabilito la data del 1° gennaio 2019 come quella in cui alle coppie omosessuali non dovrebbe più essere negato l’accesso al matrimonio.

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