Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Parlamento Ue, “distinguere fra trafficanti di persone e organizzazione umanitarie”. Germania, duro colpo politico per Merkel

Migranti: assistenza umanitaria, per il Parlamento europeo offrire aiuto non è un crimine

La “necessità di distinguere i trafficanti di esseri umani da individui e organizzazioni umanitarie che aiutano i migranti irregolari” sarà al centro di un dibattito nella commissione per le libertà civili in programma oggi, giovedì 27 settembre, alle 15.30, al Parlamento di Bruxelles. I deputati del Parlamento europeo “sono preoccupati – si legge in un comunicato – per l’incertezza cui sono confrontati gli attori umanitari che assistono i migranti in situazioni irregolari, perché sotto l’attuale legislazione dell’Ue (il “pacchetto facilitatori”) rischiano di essere criminalizzati”. La direttiva “Facilitazione” del 2002 prevede sanzioni penali per chiunque “faciliti” l’ingresso irregolare, il transito o la residenza dei migranti. Tuttavia, “come sottolineato in una risoluzione plenaria adottata lo scorso luglio, la legge offre agli Stati membri anche il potere di esentare l’azione ‘umanitaria’ dalla lista dei crimini”. Il Parlamento “si rammarica del fatto che finora pochi paesi dell’Ue abbiano incorporato nelle loro leggi nazionali l’esenzione per assistenza umanitaria”.

Politica: Forza Italia propone una “mini naja” volontaria per “apprendere i valori delle forze armate”

Una “mini naja” volontaria di sei mesi da svolgere tra i 18 ed i 22 anni per vivere le forze armate e apprenderne i valori: è l’obiettivo a cui mira la proposta di legge presentata alla Camera da Matteo Perego di Forza Italia. Alla fine dei sei mesi, ha spiegato Perego in una conferenza stampa a Montecitorio, verrebbe rilasciato un attestato che avrebbe valore di crediti formativi per l’università. “Un segno di interesse alla libertà di scelta per i giovani e per destare sia il loro senso di appartenenza alla Repubblica sia l’importanza della difesa del Paese”. Il capogruppo Maria Stella Gelmini auspica che il presidente della Camera Roberto Fico conceda – riferisce l’Ansa – la possibilità di esaminare il testo direttamene in commissione in sede legislativa, in modo da accelerarne l’iter al massimo.

Germania: Cdu/Csu cambia il capogruppo parlamentare. “Un segnale per Angela Merkel”

Angela Merkel vacilla e il suo governo è sempre più in bilico. La cancelliera tedesca subisce un altro duro colpo, con la caduta di uno dei suoi fedelissimi: Volker Kauder, da 13 anni capogruppo parlamentare Cdu/Csu. I deputati dell’Unione hanno scelto al suo posto Ralph Brinkhaus, esperto di finanza, impostosi con 125 voti contro i 112 di Kauder. “Leggendo tra le righe, questo è un messaggio per Merkel, un modo di dirle che è stata in carica troppo a lungo”, spiega a Euronews Nils Diedrich, professore di scienze politiche all’Università di Berlino. “Credo sia arrivato il momento per la cancelliera di annunciare a breve quando pensa di terminare il suo mandato”. “Tutti sanno che non si candiderà alle prossime elezioni”, prosegue Diedrich. “Per questo avrebbe senso per il partito in carica non aspettare fino al voto, per annunciare il suo successore, ma farlo prima”.

Belgio: Bruxelles, una piazza a ricordo di Jo Cox, deputata laburista anti-Brexit uccisa prima del referendum

Una piazza nel cuore di Bruxelles sarà intitolata a Jo Cox la deputata laburista impegnata nella campagna a favore della permanenza del Regno Unito nelll’Unione e uccisa da Thomas Mair, a pochi giorni dal referendum sul Brexit. Una zona della capitale belga che Cox conosceva bene, vicino alla sala concerti Ancienne Belgique che la deputata frequentava all’epoca in cui viveva e lavorava a Bruxelles. Assassinata nel 2016 a 41 anni per motivi politici, si legge nella condanna all’ergastolo, del fanatico di estrema destra Mair. Cox ha vissuto in Belgio due anni era assistente del deputato europarlamentare Kinnock.

Etiopia: violenze nel Paese, la polizia cerca di fare luce su una strage con 28 morti

Secondo notizie diffuse nel corso di una conferenza stampa da Degfie Bedi, capo della commissione di polizia della capitale etiopica, durante gli scontri etnico-politici del 15 e 16 settembre nelle vicinanze di Addis Abeba ci sarebbero stati 28 morti, la maggioranza uccisi dalla folla. Gli arrestati, riferisce AfricaNews, sarebbero stati oltre 1200, tre volte più delle stime diffuse precedentemente. Amnesty International ha messo in guardia il nuovo governo su un eventuale ritorno agli arresti di massa che avevano caratterizzato la repressione dell’opposizione negli anni passati. Joan Nyanyuki, direttrice del programma di ricerca e monitoraggio di Amnesty per l’Africa Orientale, il Corno e la regione dei Laghi, ha chiesto alle autorità competenti che i fermati vengano processati o rilasciati immediatamente. Ha anche sottolineato che molti di loro sono stati arrestati per colpe inesistenti, quali fumare la shisha (la pipa ad acqua diffusa in molti Paesi arabi ed africani) o masticare il khat (un’erba stimolante), il cui uso non è considerato reato nel Paese.

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