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Pedofilia: convocazione vescovi a Roma. Mons. Martin (Irlanda), “risvegli la Chiesa”. “Non possiamo permetterci di mantenere il silenzio”

La convocazione di tutti i presidenti delle Conferenze episcopali del mondo a Roma in febbraio per parlare di abusi sessuali serva a “risvegliare il resto della Chiesa rispetto a questa realtà”. È quanto si augura monsignor Eamon Martin, arcivescovo di Armagh e presidente dei vescovi irlandesi. In un’intervista rilasciata al Sir, ad un mese dalla visita di Papa Francesco in Irlanda, l’arcivescovo Martin dice: “Sembra che la Chiesa sia lenta nell’imparare dalle sue esperienze in alcuni Paesi. Per esempio in Irlanda, negli Stati Uniti, in Australia, in Germania, in Gran Bretagna queste situazioni sono andate avanti per molti, molti anni. Abbiamo imparato attraverso esperienze amare che occorre avere procedure e norme molto vincolanti e metterle in pratica con l’aiuto dei fedeli laici. Abbiamo anche imparato l’importanza dell’affidabilità delle autorità pubbliche e civili e anche di quelle canoniche. La cosa triste è che sembra che ci voglia molto tempo perché queste idee vengano assorbite e assimilate”. Per lungo tempo “la Chiesa – aggiunge Martin – ha pensato di poter gestire tutto questo con il silenzio o comunque facendo in modo che se ne parlasse il meno possibile. E qui, l’altra cosa triste, entra in gioco il concetto di negazione: ‘Questo non sarebbe potuto succedere nella nostra famiglia! Questo non sarebbe potuto succedere nel nostro Paese!’. Quindi mi auguro che un grande incontro di respiro internazionale, della Chiesa universale, possa neutralizzare la tentazione di tanti vescovi e persone che svolgono un ruolo direttivo nella Chiesa, che pensano: ‘Ma questo è un problema irlandese, o inglese, o anglo-sassone’…. Invece questa è una terribile tendenza criminosa, peccaminosa presente nella persona umana. Quindi non possiamo permetterci di mantenere il silenzio su questo”.

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