Papa Francesco: Di Matteo (procuratore nazionale antimafia) a Tv2000, “cristiani e mafiosi sono incompatibili. Basta alibi”

“Nessuno può avere, dopo le parole di Papa Francesco a Palermo, l’alibi di pensare che l’essere mafioso e l’essere cristiano siano concetti compatibili”. Lo ha detto il sostituto procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, storico magistrato del pool che ha istruito il processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in un’intervista realizzata da Paolo Borrometi per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000, presentando il suo libro ‘Il patto sporco’ scritto con il giornalista Saverio Lodato.
“Le parole di Papa Francesco – ha aggiunto Di Matteo – da siciliano, italiano, cittadino, magistrato e da cristiano mi hanno suscitato una grande speranza e un ulteriore conforto. Sono state parole importanti pronunciate con toni diversi rispetto alla famosa invettiva di Giovanni Paolo II alla Valle dei Templi nel 1993 ma pronunciate nella sostanza con altrettanta fermezza”.

“Ho apprezzato moltissimo – ha proseguito Di Matteo – come la maggior parte dei fedeli quelle parole. Ho una speranza e un sogno che quelle parole, quelle prese di posizioni così nette, forti, e belle di Papa Francesco diventino quotidianamente sul territorio soprattutto nel territorio della nostra Sicilia parole, azioni e prese di posizioni quotidiane di tutti: dei vescovi, dei sacerdoti e di tutti i cristiani. Non devono rimanere parole pronunciate il 15 settembre in occasione dell’anniversario della morte di padre Pino Puglisi, devono rimanere un faro che spero possa guidare l’azione quotidiana di tutti i cristiani e non solo. Non c’è nulla di più contrario al messaggio cristiano dell’ essere mafioso, di avere una mentalità mafiosa, di avere una mentalità che accetti la mafia, la corruzione e il malaffare come un male necessario”.

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