Nave Aquarius: Lodesani (Msf), “persone usate come ostaggi. Basta menzogne, intimidazioni e criminalizzazione della solidarietà”

“Siamo stanchi di una campagna di diffamazione, in corso da più di un anno, basata su menzogne, intimidazioni e sul tentativo di criminalizzare la solidarietà. È ora di dire la verità: i veri responsabili della confusione sono le politiche europee, che non prendono in considerazione le vie legali per far arrivare i migranti. Sono questi gli atteggiamenti che aiutano gli scafisti, non i nostri”. Lo ha affermato oggi Claudia Lodesani, presidente di Medici senza frontiere – Italia, durante la conferenza stampa convocata a Roma da Sos Méditerranée e Msf sulla vicenda della nave Aquarius a cui le autorità panamensi hanno revocato la bandiera su pressione del governo italiano. Ora la nave è vicina a Malta in acque internazionali: a bordo ha 58 persone (tra cui 17 donne e 18 minori) salvate in due diverse operazioni, tra cui 37 libici in fuga dall’inasprirsi del conflitto. La cosa più grave, ha sottolineato Lodesani, “è che la vita delle persone non è più al centro. Le persone vengono usate come ostaggi. Possibile che un continente con 500 milioni di persone vada in crisi per 58 persone o per poche migliaia, solo perché i governi non vogliono assumersene la responsabilità?”. “Queste politiche – ha ribadito – non fanno altro che aumentare la confusione e il business degli scafisti. La conseguenza è che ci sono 1.260 morti dall’inizio del 2018 e 10 naufragi con più di 50 persone. Non è vero che le persone non muoiono, è che non le vediamo. La mortalità è triplicata, passando da 1 persona su 42 a 1 su 18. L’ultimo naufragio con oltre 100 persone lo abbiamo appreso da testimoni che hanno incontrato i nostri team in Libia, altrimenti non lo avremmo saputo”. “Abbiamo bisogno di dire – ha concluso Lodesani – che non siamo d’accordo con le politiche di odio, chiusura e criminalizzazione della solidarietà: è una questione di diritti per tutti noi”.

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