Fumo: Eurispes, “gli italiani chiedono allo Stato una tassazione ridotta per i prodotti meno dannosi”

“Nel caso in cui fosse provato scientificamente che esistono prodotti meno dannosi rispetto a quelli tradizionali del tabacco, lo Stato dovrebbe permettere che i cittadini siano informati (86,7%), mettere in atto direttamente specifiche campagne di informazione (77,6%), incentivare tali prodotti dal punto di vista fiscale (71,1%), incentivare tali prodotti dal punto di vista regolamentare (59,8%)”. È quanto si legge nel rapporto Eurispes “Fumo: nuovi prodotti e riduzione del danno”, diffuso oggi, che ha sondato le abitudini e le opinioni dei fumatori in relazione al fumo, al suo impatto sulla salute, allo sviluppo e alla diffusione dei prodotti alternativi a quelli tradizionali. Per quasi otto intervistati su dieci “sarebbe giusto introdurre per i prodotti meno dannosi rispetto a quelli tradizionali, una tassazione ridotta, nel caso in cui il minor danno fosse scientificamente provato”. Allo stesso modo, per oltre sette su dieci, sarebbe giusto “introdurre una regolamentazione meno restrittiva rispetto ai prodotti tradizionali”. La ricerca segnala anche alcuni dati che quantificano il mondo dei fumatori. L’Italia si colloca al decimo posto per percentuale di fumatori, con un valore inferiore alla media europea (22,3% contro il 26%). Nel 2017, il ministero della Salute ha calcolato 11,7 milioni di fumatori in Italia, ovvero oltre un quinto della popolazione.
L’incasso annuale per l’erario tra accise e Iva si assesta attorno ai 14 miliardi di euro; ma la valutazione delle spese sostenute dalla sanità pubblica per curare le patologie tabacco-correlate assorbe circa il 50% di questo introito.

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