Cei: Consiglio permanente, “ripensare il rapporto con il Vangelo”

La designazione di Matera quale Capitale europea della cultura per il 2019 – la presentazione dell’evento con il contributo specifico offerto dalla Chiesa diocesana e, più in generale da quella della Basilicata – per il Consiglio perrmanente della Cei si è rivelata un’occasione per ripensare il rapporto con il Vangelo: “Per un verso, si tratta di ereditare il lascito del Progetto culturale della Chiesa italiana e, per l’altro, di orientarlo con lo stile ecclesiale – fatto di lungimiranza della visione e di eloquenza dei gesti – che caratterizza il pontificato di Papa Francesco”. Tre i punti nodali identificati dai vescovi: la misericordia come forma del Vangelo; il popolo di Dio quale soggetto dell’evangelizzazione, attuata nella relazione con la cultura e la pietà popolare; la sinodalità come metodo della riforma della Chiesa e modo della sua presenza nel mondo. Il confronto, si legge nel comunicato finale, “ha fatto emergere come la questione antropologica oggi richieda di procedere a partire – più che dalla dottrina – dalla vita e dall’esperienza”. Su questo sfondo i vescovi “avvertono la sterilità di chi si limita a ripetere gesti e parole, nella convinzione di doversi invece impegnare per individuare una strada peculiare che coniughi l’identità della Chiesa italiana – oggi compromessa da processi di secolarizzazione – con la ricchezza del Pontificato”. Un percorso che richiede una pastorale territoriale, un coinvolgimento convinto degli operatori, l’apporto delle facoltà teologiche, dell’Università Cattolica e degli stessi media della Cei.

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