Cappella Sindone: dopo 21 anni la riapertura. Dall’incendio domato da 150 Vigili del fuoco al restauro

Quello della Cappella della Sindone nella notte tra l’11 e il 12 aprile del 1997 fu un incendio che colpì per davvero tutti i torinesi. Cuore nel cuore della città, duomo, Cappella e Sindone erano parte intima di ogni cittadino. E molti furono quelli che nella notte arrivarono davanti al duomo a vedere le fiamme mangiarsi la cupola della Cappella con i suoi affreschi e, soprattutto, con la Sindone ancora all’interno del duomo seppure non esattamente dentro la Cappella.
Nel ’93 la Sindone era infatti stata spostata al centro del coro della Cattedrale, dietro all’altare maggiore, protetta da una struttura di cristallo antiproiettile e antisfondamento appositamente costruita. Se così non fosse stato, gli oltre mille gradi sviluppati dalle fiamme avrebbero sciolto tutto. Ma il pericolo c’era comunque. Per questo i Vigili del fuoco decisero di sfondare a colpi di mazza la teca di cristallo e portare via la cassetta con il sacro lenzuolo dentro. Un miracolo per molti, probabilmente “solo” il risultato di una grande professionalità e di molto coraggio da parte dei pompieri. In ogni caso la foto di Mario Trematore, il Vigile del fuoco che con i suoi colleghi uscì dalla chiesa con la cassetta di legno e argento della Sindone fra le braccia, fece il giro del mondo.
Intanto la Cappella barocca di Guarino Guarini bruciava anche a causa della sua stessa architettura. Il disegno del Guarini infatti arriva a creare un cupolino che nel ’97 fece da vera bocca di fuoco per il camino nel quale l’intera Cappella si era trasformata. Bruciarono tutte le decorazioni. Tutto accadde rapidamente. La sera dell’11 aprile poco prima a Palazzo Reale (contiguo e collegato alla Cappella) si era appena svolta una cena di gala offerta dal Segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, in visita a Torino. Poi le prime fiamme viste da un passante che diede l’allarme. Alla fine per spegnere l’incendio ci vollero 150 Vigili del fuoco, una ventina di mezzi, due autoscale da 50 metri e un lavoro che andò avanti fino al pomeriggio del giorno dopo.
I danni furono talmente gravi e il valore simbolico talmente alto che la Cappella venne adottata dalla Consulta per la valorizzazione dei Beni artistici e culturali di Torino che raccoglie una trentina di aziende e istituzioni e che da decenni si occupa della cura e del restauro dei monumenti cittadini.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo