Assemblea Onu: Conte, “sovranità e popolo sono richiamati nella Costituzione italiana”

(da New York) Sostegno al progetto di riforma delle Nazioni Unite voluto da Gutierres, adesione al Global compact on migration, multilateralismo e stabilizzazione della Libia sono stati i principali temi toccati dal presidente del Consiglio dei ministri italiano, Giuseppe Conte, nel suo primo discorso ufficiale davanti all’Assemblea generale dell’Onu, ieri pomeriggio a New York. Conte ha voluto tranquillizzare l’assise internazionale sulle posizioni del suo governo che non intende “modificare la posizione tradizionale dell’Italia all’interno delle Nazioni Unite”, nè tantomeno il DNA del Paese improntato “alla promozione del dialogo e dell’inclusività soprattutto nelle situazioni di crisi”. Il presidente si difende anche dalle accuse di sovranismo e populismo che aleggiano attorno all’operato dei suoi ministri e spiega che “sovranità e popolo sono richiamati nell’articolo 1 della Costituzione italiana ed è in quella previsione che interpreto il concetto di sovranità e l’esercizio della stessa da parte del popolo”. Il presidente del Consiglio apprezza la direzione data da Guterres all’Onu, come organismo “più vicino alle persone, in grado di rispondere ai loro bisogni di sicurezza e benessere, e pronto a proteggerli dalle insidie di globalizzazione” e sottolinea che sono le stesse priorità del suo governo che vuole garantire ai cittadini “condizioni di vita equa e pienamente dignitosa”. E’ proprio il rispetto della dignità della persona e dei diritti inviolabili dell’uomo che ha spinto l’Italia a candidarsi al Consiglio dei diritti umani. Ed è in virtù della difesa di questi diritti e della necessità di una risposta strutturata, multilivello e di breve, medio e lungo periodo da parte dell’intera Comunità internazionale che il governo ha scelto di aderire al Global Compact on Migration, l’accordo internazionale sulla gestione delle migrazioni che sarà firmato in Marocco il prossimo dicembre. “Per anni l’Italia è stata impegnata da sola nel dare un indirizzo alla crisi migratoria e alle missioni sul Mediterraneo, dove ha salvato la vita a migliaia di persone e ha anche salvato l’onore all’Europa”, ha precisato Conte. A conclusione del suo discorso, il presidente ha annunciato che nelle prossime settimane l’Italia ospiterà una conferenza sulla Libia, al fine di contribuire alla stabilizzazione del Paese. Verrà adottata la politica della responsabilità condivisa dove si favorirà ampio coinvolgimento dei principali attori libici impegnati nel processo di pace, “perchè rimangano loro i padroni del proprio destino” ma anche le Nazioni Unite, con il loro inviato Staffan de Mistura, giocheranno un ruolo centrale promuovendo un piano di azione all’insegna del multilateralismo.

Sulla scia del presidente Trump anche Conte ha voluto specificare che l’Italia è l’ottavo contributore del bilancio Onu e questo impegno viene integrato da altre iniziative di sviluppo a livello bilaterale tramite le diverse Agenzie di cooperazione. Poco dopo nel Giardino delle rose il premier italiano ha continuato il dialogo con la stampa rispondendo ad alcune domande sugli incontri avuti a New York sia con capi di stato che con investitori e imprenditori. Con questi ultimi Conte ha parlato di riforme e investimenti ed è rimasto sorpreso dell’attenzione riservata alle potenzialità di sviluppo del Paese, seconda industria manifatturierà d’Europa e quindi appetibile per gli investitori. Riguardo all’incontro con il presidente egiziano, il premier italiano ha dichiarato di aver parlato del caso Regeni e della necessità “di verità e giustizia perché i colpevoli siano davvero condotti davanti ad un tribunale”. Altro tema affrontato con il collega egiziano è stata la conferenza sulla Libia, dove l’Egitto è stato coinvolto sia per l’antica tradizione di rapporti culturali ed economici che lo lega all’Italia, sia per il ruolo di stakeholder tra i più influenti del Mediterraneo. Infine l’ultima parola è per il reddito di cittadinanza. Il primo ministro spiega che la manovra economica deve essere perseguita “in maniera responsabile, tenendo conto dei 4milioni e 700mila poveri, persone che sono tagliate fuori, emarginate e che vanno recuperate al circuito del lavoro e di una vita sociale ed economica piena”. E conclude affermando che “la direzione della politica del governo resta la giustizia sociale”.

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