Abusi in Cile: arcidiocesi di Santiago crea una Delegazione per la verità e per la pace. Sarà guidata da una donna

L’arcidiocesi di Santiago del Cile ha creato una nuova struttura per raccogliere denunce riguardo ad abusi, per accompagnare le vittime e per promuovere all’interno della Chiesa ambienti sani per la crescita di bambini e ragazzi.
Lo ha comunicato ieri attraverso una nota l’ufficio stampa dell’arcidiocesi, annunciando la nascita della “Delegazione episcopale per la verità e per la pace”, che avrà su di sé gli attuali compiti dell’Ufficio pastorale delle denunce (Opade) e del dipartimento per la Promozione di ambienti sani.
La nuova struttura, precisa il comunicato, è stata creata con l’obiettivo di “affrontare il danno prodotto per gli abusi causati da membri della Chiesa nell’arcidiocesi, rispondere alle esigenze attuali e costruire cammini per ristabilire la fiducia”. Nello specifico, la Delegazione avrà il compito di “coordinare le denunce, accompagnare le vittime, realizzare le indagini opportune e collaborare con le istituzioni civili nelle materie di competenza”.
La Delegazione sarà guidata da una donna, l’avvocato Andrea Idalsoaga Montoya, nominata delegata episcopale per la verità e la pace, che risponderà direttamente all’arcivescovo. Si tratta della prima donna e della prima laica chiamata nell’arcidiocesi a coordinare le azioni legate alle denunce per abusi.
L’avvocato Idalsoaga è sposata, ha cinque figli e insegna alla Pontificia Università Cattolica del Cile; fa parte del direttivo dell’Associazione cilena di diritto canonico e del direttivo dell’Associazione di laici dell’Amore misericordioso, con sede in Italia, nel santuario di Collevalenza, a Todi.

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