Abusi: card. Bassetti, “massima collaborazione con le autorità civili”, “la Chiesa italiana vuole impegnarsi fino in fondo”

“Siamo disposti a dare la massima collaborazione con le autorità civili, perché si trovi una soluzione a questa piaga che è terribile”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha risposto ad una domanda sull’obbligo di denuncia, non previsto finora dalla Chiesa italiana nelle Linee-guida sulla pedofilia. Citando l’attività della Commissione per la tutela dei minori, costituita dalla Cei “quale espressione della volontà di negare cittadinanza nella Chiesa a ogni forma di abuso”, Bassetti, sulla scorta del Papa, ha fatto notare che, “con il variare dei tempi varia molto l’interpretazione di questi fatti. Nel passato non venivano avvertiti con quella urgenza e gravità che oggi noi diamo al problema. Oggi abbiamo invece acquisito una coscienza molto chiara: la Chiesa italiana si vuole impegnare fino in fondo per estirpare quella che è una delle piaghe più gravi del nostro tempo”. “Si sta lavorando affinché in ogni diocesi si abbia un referente”, ha reso noto il portavoce della Cei, don Ivan Maffeis. “Stiamo lavorando con molta intensità sull’aggiornamento delle Linee-guida”, ha assicurato Bassetti, citando una recente riunione con la Pontificia Commissione per la tutela dei minori, che ha “espresso soddisfazione per il lavoro che stiamo facendo”. Su questa come altre materie, ha precisato il cardinale, “il Cep non ha finalità deliberative, è poi l’Assemblea della Cei che prende decisioni e che arriverà, quando è possibile, alla formulazione di un documento. Il fenomeno è molto complesso, per ora siamo contenti del fatto che ci abbiano detto che stiamo camminando sulla strada giusta”. “Ci impegniamo – ha specificato il presidente della Cei – nell’accoglienza delle vittime, nel favorire una cultura del dialogo e della prevenzione”. Un capitolo centrale, per la Cei, è il discernimento nei seminari: “Bisogna verificare il pregresso della vita di questi adulti. È necessario anche lavorare sulla formazione permanente dei preti, perché alcuni abusi sui sono verificati anche dopo diversi anni di sacerdozio”.

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