Scuola: mons. Fanelli (Melfi), “cooperare per la formazione delle nuove generazioni”

“Ogni nuovo inizio porta con sé, accanto a preoccupazioni e apprensioni, una grande promessa di futuro e di bene. Non possiamo non essere insieme per cooperare alla formazione delle nuove generazioni, a saper orientare nella vita e a saper discernere il bene dal male”. Lo scrive mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, nel messaggio rivolto a quanti sono impegnati nel mondo della scuola, in particolare agli studenti. Ribadendo “l’autorevolezza del cuore educante”, il presule indica l’educatore come “un testimone della verità e del bene”. “In questi tempi non facili tutte le persone sensibili e pensose avvertono uno sprone a vivere in una ‘dimensione nuova’ l’ordinario e faticoso impegno di educare e istruire”. Guardando al “futuro dei nostri ragazzi”, mons. Fanelli sostiene che sarà migliore del presente nella misura in cui “le nuove generazioni saranno coinvolte, non disimpegnate, in questo processo di educazione alla dignità, alla responsabilità e alla speranza”. Il vescovo ricorda anche che “al fondo del cuore dei ragazzi sta un grido di speranza, di una ricerca di senso e di valori di riferimento, che risultano spesso elusi e sviati da adulti che amano più la giovinezza che i giovani”. Di qui l’augurio del presule a “una scuola che promuova sempre più l’educazione al significato e ai valori autentici e veri della persona e della vita, che metta sempre di più al centro l’uomo e il senso di responsabilità”, mentre “i giovani siano aiutati nella scoperta della loro vocazione”. Quindi, l’auspicio che “le famiglie cooperino con attenzione all’educazione dei propri figli” e che “gli studenti capiscano che il loro è il tempo della semina e poi verrà frutto”.

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