Papa a Palermo: mons. Marciante (Cefalù), “l’esempio di don Pino Puglisi per rinnovare la Chiesa”

“L’esempio di don Pino Puglisi per rinnovare la Chiesa, per superare la crisi di spiritualità, per ricordare che è possibile vivere fortemente l’esigenza evangelica. Il suo è un modello di lotta che fa leva su un progetto educativo evangelico che è in sintonia con le altre figure recentemente indicate da Papa Francesco: don Lorenzo Milani, don Primo Mazzolari e don Tonino Bello”. Alla vigilia della visita apostolica del Pontefice a Palermo e Piazza Armerina, mons. Giuseppe Marciante, vescovo di Cefalù e delegato della Conferenza episcopale siciliana per i Problemi sociali e il Lavoro, evidenzia tutta l’attualità della proposta di seguire il “modello Puglisi”, sia per chi fa formazione e cultura, sia per chi è impegnato nella lotta per la legalità e la giustizia. “A Lampedusa, il Papa ci aveva lasciato una domanda, ‘Dove è tuo fratello?’, che risuona ancora come un grido e interpella non solo ognuno personalmente, ma la collettività. Adesso – dice il vescovo – ritorna sull’Isola e ci indica un modello evangelico di reazione e di lotta alla criminalità mafiosa con la sua vita e la sua opera: il beato Pino Puglisi. La Chiesa ha bisogno di rivisitare questi modelli puliti. I parroci delle nostre diocesi, se autenticamente impregnati di spirito evangelico e fortemente immersi nelle vita del popolo, diventano una forza trainante non solo della Chiesa, ma anche della società. Oggi c’è bisogno di far emergere la bellezza della vita di tanti eroi silenziosi: sono tanti, nelle nostre parrocchie, i presbiteri che portano addosso l’odore delle pecore”. L’esempio del sacerdote ucciso a Brancaccio 25 anni fa, parla anche alla società civile. “Il sangue versato da don Puglisi continua a gridarci che non bisogna abbassare la guardia: la mafia è sempre in agguato anche se a volte – dice il presule – pare che si sia attenuato il suo aspetto cruento. Ma c’è sempre da combattere. Noi ci accorgiamo che certi ritardi, certe lentezze, certe situazioni delle nostre realtà sociali e politiche spesso dietro hanno una matrice mafiosa. C’è la mafia della manovalanza e quella dei colletti bianchi e sono sorelle gemelle. Non ci sono più fatti di sangue come negli anni caldi, ma il fenomeno esiste ed è presente nella lotta per gestire il denaro. La visita di Papa Francesco ci darà nuova forza evangelizzatrice”.

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