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Condanna Ungheria: mons. Veres (presidente vescovi), “siamo tristi, il governo ha solo cercato di difendere l’Europa”

(da Poznan) “Siamo tristi perché siamo contenti del lavoro che il governo ha fatto negli ultimi tempi”. Così mons. Andras Veres, vescovo di Győr e presidente della Conferenza episcopale ungherese, sulla decisione presa dal Parlamento europeo – con 448 voti a favore, 197 contrari e 48 astenuti – di condannare l’Ungheria di Viktor Orban per aver violato i principi della democrazia e del diritto internazionale. Parlando a margine dell’assemblea plenaria dei vescovi europei in corso fino a domenica a Poznan, in Polonia, mons. Veres ha detto: “Ci possono essere alcuni punti criticabili ma il governo ha cercato di difendere l’Europa e il Paese stesso. Pensiamo che questa condanna viene proprio per questa difesa”. E spiega: “Purtroppo la storia si ripete. L’Ungheria ha sofferto già un grande attacco da parte dell’Islam nel 16° secolo e abbiamo ricordi molto brutti perché la Chiesa è stata completamente distrutta. C’è paura oggi di una nuova islamizzazione”. Il vescovo ricorda che l’attuale governo ha ricevuto i due terzi dei voti della popolazione ungherese  e – aggiunge – “per due volte”: “Si può dire che la gente è a favore di questo governo. Adesso vedremo come possono riallacciare i rapporti con l’Ue e trovare soluzioni a questa situazione”. Secondo mons. Veres, la decisione del Parlamento europeo di condannare l’Ungheria “non aiuta a far crescere la solidarietà, anzi dobbiamo dire che la Chiesa cattolica e il governo negli ultimi tre anni hanno cercato di dare segni di solidarietà concreta”.

“Non siamo contro i migranti”, incalza il presidente dei vescovi ungheresi. “Ma il sistema che l’Unione europea vuole, non è lo stesso che vuole il governo ungherese, e cioè l’aiuto bisogna darlo alle persone laddove sono”. E ricorda che “nel 2016, quando c’è stato un Sinodo sul Medio Oriente, tutti i patriarchi orientali dicevano: ‘Aiutateci a non far andare via la nostra gente, vogliamo che rimangano nelle loro case e anche se vanno in un Paese di pace, vogliamo che loro ritornino’. Noi abbiamo cercato di fare questo”. Riguardo, quindi, ai continui appelli di Papa Francesco affinché l’Europa non chiuda le frontiere, il presidente dei vescovi ungheresi ha detto: “Tutti coloro che sono venuti in Ungheria sono stati aiutati. Anche se bisogna dire che nessuno vuole rimanere in Ungheria ma andare in Germania, in Francia e in altri Paesi. Nel 2015 è arrivata una folla immensa di migranti e anche in quella occasione sia il governo sia la Chiesa cattolica hanno cercato di fare di tutto per aiutarli e per accoglierli”. All’Unione europea che cosa vorrebbe dire? “Chi desidera accogliere i rifugiati nel suo Paese lo può fare, ma quelli che hanno problemi con questa soluzione devono essere rispettati. Tutti i Paesi sono liberi e devono decidere loro stessi”.

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