Nave Diciotti: Auxilium, “un grande corridoio in Libia per sottrarre persone ai trafficanti”

“La vicenda della nave Diciotti può insegnare a tutti alcune cose. La prima è che per fare accoglienza bisogna partire dalla persona migrante, dalla sua storia, dai suoi progetti di vita, accompagnandola in un cammino positivo verso l’integrazione. Solo così quella persona avrà una chance per diventare un cittadino che coopera positivamente al bene comune, grato al Paese che l’ha accolto. Solo così ci sarà rispetto e convivenza pacifica, pur nelle reciproche diversità culturali, religiose, sociali”. Lo scrive in un post su Facebook la cooperativa Auxilium indicando la “lezione della Diciotti”. Segnalando la seconda lezione, la coop sostiene che “l’Europa e, in particolare, l’Unione europea hanno bisogno di un nuovo slancio per governare il fenomeno delle migrazioni”. “Alcuni trattati andranno rivisti, in Italia alcune leggi andranno cambiate, ma c’è bisogno soprattutto di partire dalla realtà di questo fenomeno epocale”. Angelo Chiorazzo, fondatore di Auxilium aggiunge che “è urgente che le istituzioni internazionali intervengano in Libia per risolvere questa situazione disumana e inaccettabile. C’è bisogno di aprire un grande corridoio umanitario per mettere in salvo donne, bambini, uomini, sottraendoli al controllo dei trafficanti di esseri umani”. Quindi, i ringraziamenti a Papa Francesco, al card. Gualtiero Bassetti, a don Aldo Bonaiuto, a mons. Francesco Soddu e a don Ivan Maffeis per “averci coinvolto in questa significativa iniziativa umanitaria della Chiesa italiana”. “Un particolare ringraziamento va agli operatori di Mondo Migliore della cooperativa San Filippo Neri e di Auxilium, che in questi giorni non si sono mai risparmiati, svolgendo un lavoro straordinario con umanità e professionalità”.

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