Giovani: card. Bassetti, “il Papa non è pessimista, ma realista”. “Chiedono di essere riconosciuti”, troppi “rimangono in un angolo aspettando il loro turno”

foto SIR/Marco Calvarese

“Non avrei una visione così pessimista dei giovani”. Il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, durante la presentazione, a Radio Vaticana, dell’incontro dei giovani italiani con il Papa in vista del Sinodo, ha risposto in questi termini a una domanda sulla popolarità di Papa Francesco, che dopo cinque anni di pontificato si mantiene alta ma registra una caduta tra i giovani, soprattutto tra chi è lontano dalla Chiesa. “Ho sempre fatto l’educatore dei giovani”, la testimonianza di Bassetti, secondo il quale le nuove generazioni “hanno nel loro cuore una sete di infinito che purtroppo viene soffocata da un’effimera mondanità. Però c’è questa potenzialità grande”. “Il mondo è cambiato tanto, ma sostanzialmente su certi aspetti è rimasto lo stesso”, l’analisi del presidente della Cei, che riguardo al pessimismo degli adulti nei confronti dei giovani ha citato un frammento di argilla babilonese risalente a 3.000 anni fa. “Il mondo attuale è segnato dal soggettivismo, non dall’incredulità”, ha affermato il cardinale, “e tutto questo soggettivismo porta a una visione di vita sganciata dalla fede”. La “scommessa grande”, allora, “per il Papa, per la Chiesa, per gli educatori è riagganciare al soggettivismo le esigenze della fede”. “Penso che anche il Papa la veda così”, il commento di Bassetti, secondo il quale Francesco “non ha una visione pessimistica, ma realistica dei ragazzi. Se ho una visione pessimistica dei giovani, io li chiudo; se ho una visione realistica, li apro alla speranza”. “Che cosa chiedono i ragazzi?”, si è chiesto Bassetti: “Non chiedono tante cose: chiedono di essere riconosciuti”. “E noi non siamo capaci di dare loro questo riconoscimento”, la denuncia riguardo agli adulti: “Ci sono tanti ragazzi che rimangono in un angolo, che stanno aspettando il loro turno, e forse il loro turno non arriva”. “C’è bisogno di dialogo, e mi sembra che Papa Francesco stia facendo questo”, ha concluso il presidente della Cei.

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