Assunta: mons. Solmi (Parma), “oggi regredire cieco e ottuso del bene che è la persona umana”

“L’Assunzione di Maria al Cielo è oggi, qui. Proprio in questi giorni nei quali ci sembra di vivere una grande involuzione umana, un regredire cieco e ottuso dal significato e dal bene che è la persona umana”. Lo ha detto mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma, nell’omelia della messa che ha celebrato nella solennità dell’Assunzione, cui è dedicata la cattedrale. Il presule ha fatto riferimento alla “vita che non sboccia”, cioè al “rifiuto del bambino o l’angoscia degli adulti che non trasmettono ragioni per vivere ai giovani, che non trovano significati profondi e sono presi da una noia continua che li porta ad agire senza avvertire la responsabilità dei loro gesti”. “La società – ha aggiunto il vescovo – sembra tornare indietro sui fondamentali dell’umano: negare aiuto a chi rischia di morire, voltare le spalle sulle miserie del mondo che noi stessi abbiamo procurato, lasciare che si allarghi la forbice tra chi sta sempre meglio e chi sempre peggio, oltraggiare e ferire chi è debole, diverso, senza avere un minimo sospetto sul male che si procura”. Così il vescovo ha invitato, sull’esempio di Maria, a “trovare un magnificat nella vita nostra, nella società, nella Chiesa”. Infine, alle realtà negative mons. Solmi ha contrapposto quelle positive: “Penso, ad esempio, ai giovani che si prestano nel servizio; che cercano – spesso dal sud dell’Italia e del mondo – un futuro contro correnti avverse che sembra non concederlo; ai 100.000 giovani (200 da Parma) che vanno dal Papa; ai giovani che hanno fatto i Grest e che hanno assaggiato che è bello donarsi, a quelli che hanno accompagnato ragazzi diversamente abili, a chi prende le ferie per mettersi a servire”. Il vescovo si è poi recato a pranzo alla mensa della Caritas. Nel menù anche il gelato offerto per tutti proprio da mons. Solmi.

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