Card. Tettamanzi: mons. Delpini (arcivescovo Milano), “testimone di una coerenza che non ha cercato la popolarità più della fedeltà”

“Nel suo ministero episcopale ha incontrato tanta benevolenza, è stato vicino a tanta gente, ha avuto una parola buona che molti ricordano con riconoscenza”. Così l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha ricordato, nell’omelia della messa, che ha celebrato ieri nel duomo, il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito della città ambrosiana nel primo anniversario della morte. “Non sono mancate neppure a lui, neppure a Milano esperienze di fallimento, di critica, di
indifferenza – ha aggiunto il presule -. In questo contesto il cardinale Tettamanzi è stato testimone di una benevolenza che non è stata scalfita dalle reazioni negative, di una coerenza che non ha cercato la popolarità più della fedeltà, di una fedeltà al Vangelo che ha sostenuto il suo cammino in terra e l’ha introdotto nella festa di Dio”. Richiamando il brano del Vangelo del giorno e guardando alla missione del discepolo, mons. Delpini ha invitato poi a “evitare il risentimento” nei casi di fallimento. “Il discepolo ricambia anche il male con il bene, si esercita nell’imitazione di Gesù pregando anche per i suoi nemici”. Quindi, “sradicare il risentimento e trasformarlo in una forma di intercessione e in una costante benevolenza” è considerato dall’arcivescovo “il vero miracolo della missione, il vero principio di trasformazione del mondo”. Infine, altri due incoraggiamenti rivolti al discepolo: “evitare l’accondiscendenza al compromesso” e “continuare a credere che il Regno è vicino e merita di essere annunciato”.

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