Mediterraneo: mons. Angiuli (Ugento), “non è luogo di confine e separazione, ma di connessione e condivisione”

Comunque venga chiamato nelle diverse lingue, il Mar Mediterraneo mantiene la caratteristica “di essere al centro delle terre e di conseguenza di non essere un luogo di confine e di separazione, ma di connessione e di condivisione”. Lo ha ricordato questa mattina il vescovo di Ugento-S. Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli, chiudendo il Cammino dei giovani che è culminato con la firma della “Carta di Leuca”. Un’iniziativa, ha sottolineato il vescovo, che “non ha in sé le coordinate della difesa o dell’attacco, ma quelle della mano tesa e dell’abbraccio fraterno”. “Non è un foglio su cui apporre una firma, ma una parola che evoca i desideri autentici di ogni uomo e genera in ciascuno l’impegno a non arrendersi a tutte le forme di chiusure, ma ad osare la convivialità di volti rivolti, che si scoprono amici”. “Carta di Leuca” – ha proseguito mons. Angiuli – è “una profezia che germoglia in questa terra semplice e povera, in queste nostre comunità umili e laboriose, ma che intendono coinvolgere uomini e donne di buona volontà, perché la convivialità sia possibile”. “Questa mattina, sul promontorio leucano, dove l’Europa si protende verso e oltre se stessa giovani e adulti, seduti gli uni accanto agli altri, ci scambieremo un abbraccio di pace, guarderemo l’altro con lo sguardo amico, carico di simpatia e di gioia per dirci vicendevolmente che la convivialità è possibile ed è il futuro dell’umanità riconciliata da ogni tipo di conflitto”. “Questo è il nostro sogno”, ha ammonito il vescovo: “Non un’illusione o un fantasia, ma un’utopia concreta che affonda le sue radici nell’‘identità plurale’ di questo mare, scritta nel suo contesto storico, geografico e culturale”.

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