Voucher: Magrini (Coldiretti), “solo pensionati, studenti e cassintegrati”. Sono “utili”, non “destrutturano mercato lavoro”, contrastano “sommerso”

In agricoltura i voucher “sono utili”, “non destrutturano il mercato del lavoro” e contribuiscono “all’emersione del sommerso”. Ne è convinto Romano Magrini, responsabile lavoro di Coldiretti, mentre si inseguono annunci, anche da parte di esponenti del governo, sulla possibilità di reintrodurre i buoni lavoro, ma i sindacati annunciano battaglia. Intanto la provincia di Treviso ne ha prenotati 200mila per la vendemmia ormai alle porte. “I numeri – afferma l’esperto in un’intervista al Sir – dimostrano che sono utili. Quando sono stati abrogati nel 2017, su un totale di 138 milioni di buoni lavoro da 10 euro venduti solo 2 milioni erano stati venduti in agricoltura: l’1,9% . Noi ne abbiamo fatto un uso moderato perché nella legge abbiamo introdotto regole che non consentivano abusi. In agricoltura potevano esserne beneficiari solo tre categorie: pensionati, studenti e cassintegrati e nessuno di questi soggetti comunque doveva essere stato lavoratore agricolo l’anno precedente”. “Non abbiamo destrutturato il mercato del lavoro – prosegue – tanto che in questi anni è aumentata l’occupazione nel nostro comparto e i voucher sono rimasti due milioni”. “Non li utilizziamo per pagare i lavoratori agricoli – scandisce Magrini -: questi rimangono lavoratori agricoli e il loro contratto di settore non cambia. Chi viene pagato con i voucher – all’interno delle categorie che ho specificato – è un soggetto impiegato occasionalmente e per brevi periodi. Nel nostro comparto non esiste il rischio degli abusi verificatisi ad esempio nell’edilizia o nella ristorazione”. “Per noi – conclude – i voucher rappresentano anzi un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso”.

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