Don Tonino Bello: mons. Forte, “innamorato della sua vocazione, sapeva fare innamorare gli altri della chiamata di Dio”

“Ha scritto ‘t’amo’ sulla roccia” (ed. San Paolo 2018) è il titolo del volume che mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, dedica alla figura di don Tonino Bello, tracciandone un profilo forse meno noto, ma necessario per comprenderne a tutto tondo la figura: l’educatore di coloro che, come lui, avevano avuto il sentore di una chiamata particolare; una chiamata di dedizione a Cristo, alla Chiesa e, di conseguenza, all’umano in ogni sua espressione. “Formatosi alla scuola del Concilio – scrive mons.  Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, nella presentazione -, don Tonino è stato formatore e appassionato curatore di vocazioni con l’impegno di tutto se stesso: innamorato della sua vocazione, sapeva fare innamorare gli altri della chiamata di Dio, mettendo ali alla sua vita quotidiana, sapendo leggere nei cuori, irradiando luce di fede e di carità con la sua semplice presenza, curando i rapporti personali senza mai massificare le relazioni, costruendo ponti di dialogo e di misericordia, ispirandosi sempre all’ideale della perfetta letizia”. Don Tonino, prosegue Forte, “era vocazione vissuta e ininterrotta proposta vocazionale, lanciata a chiunque volesse fare della propria vita, in qualunque momento e nonostante qualsivoglia ostacolo, un incontro d’amore con Dio e un dono d’amore per gli altri”. “Vocazione” scriveva don Tonino “è la parola che dovresti amare di più, perché è il segno di quanto sei importante agli occhi di Dio”.

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