Cammino dei giovani: mons. Angiuli (Ugento), “arricchente esperienza educativa”

(da Lecce) “Il Cammino dei giovani 2018 – ha sottolineato il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli, il vero promotore della ‘Carta di Leuca’ e del Parco culturale ed ecclesiale ‘De finibus terrae’, durante la conferenza stampa per la presentazione di ‘Step by step, face to face’ – è il frutto di feconde sinergie e di fertili collaborazioni tra tantissime risorse istituzionali e associative del nostro territorio. La collaborazione tra Chiesa e istituzioni è il segno più evidente del camminare insieme, dell’unità di intenti e di obiettivi”.
“Il Salento – ha aggiunto Angiuli – è terra di incroci e di scambi; è una terra nella quale la pluralità cerca e trova sempre nuove forme di dialogo e di incontro. Per questo il Cammino dei giovani sarà una poliedrica esperienza interculturale e interreligiosa che guarda con grande fiducia al futuro. Ma esso sarà anche un’arricchente esperienza educativa per coloro che vorranno camminare con noi da pellegrini per le strade del Salento fino alla tomba di don Tonino Bello e fino a Leuca”.
“I giovani, i nostri e quelli che verranno da fuori – ha concluso –, anche grazie a questa originale esperienza, dovranno comprendere che esiste la possibilità di un mondo diverso e che essi ne sono i veri costruttori”.
“Il Cammino di quest’anno – ha aggiunto don Pasquale Fracasso, sacerdote dell’arcidiocesi di Otranto e coordinatore delle Pastorale giovanile delle cinque diocesi della Metropolia di Lecce – incrocia e si fonde con la Carta di Leuca ma nasce dall’ispirazione di Papa Francesco che ha voluto un Sinodo per i giovani. La proposta dell’esperienza, che andremo a fare dal 5 al 12 agosto, è rivolta a tutti i giovani, anche a quelli che vanno via da questa terra perché faticano a scorgere semi di speranza”.
“In tutto questo, ‘Carta di Leuca’ – ha concluso Fracasso – è il valore aggiunto in quanto consente di andare oltre l’orizzonte delle cinque Chiese sorelle della metropolia allargando gli orizzonti verso tutto il bacino del Mediterraneo. Camminare è avere il coraggio di sbilanciarsi ed entrare con la carità nella vita degli altri. Sarebbe bello che alla fine di questo pellegrinaggio i giovani si lascino interpellare dalla chiamata di Dio a vivere secondo il Vangelo consapevoli che come diceva un monaco: Camminare è fare entrare Dio dai piedi”.
Fino ad oggi si contano già circa trecento adesioni: una ventina di giovani giungeranno dall’Egitto e da altri Paesi del nord Africa. Un cinquantina sono attesi dalla Sicilia.

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