Papa Francesco: Angelus, Eucaristia “porta aperta tra il tempio e la strada”

“Ogni celebrazione eucaristica, mentre costituisce un atto di culto pubblico a Dio, rimanda alla vita e alle vicende concrete della nostra esistenza”. Lo ha ricordato il Papa durante l’Angelus di ieri, a cui hanno partecipato in piazza S. Pietro – secondo la Gendarmeria vaticana – 15mila persone. “Mentre ci nutriamo del Corpo e Sangue di Cristo – ha spiegato Francesco a proposito della festa del Corpus Domini – siamo assimilati a lui, riceviamo in noi il suo amore, non per trattenerlo gelosamente, bensì per condividerlo con gli altri”. “Questa è la logica eucaristica”, ha sottolineato il Papa, grazie alla quale “contempliamo Gesù pane spezzato e donato, sangue versato per la nostra salvezza. È una presenza che come fuoco brucia in noi gli atteggiamenti egoistici, ci purifica dalla tendenza a dare solo quando abbiamo ricevuto, e accende il desiderio di farci anche noi, in unione con Gesù, pane spezzato e sangue versato per i fratelli”. La festa del Corpus Domini, ha detto Francesco, “è un mistero di attrazione a Cristo e di trasformazione in lui. Ed è scuola di amore concreto, paziente e sacrificato, come Gesù sulla croce. Ci insegna a diventare più accoglienti e disponibili verso quanti sono in cerca di comprensione, di aiuto, di incoraggiamento, e sono emarginati e soli”. “La presenza di Gesù vivo nell’Eucaristia – la metafora scelta da Francesco – è come una porta, una porta aperta tra il tempio e la strada, tra la fede e la storia, tra la città di Dio e la città dell’uomo”. “Anch’io questa sera, a Ostia – come fece il Beato Paolo VI 50 anni fa – celebrerò la Messa, a cui seguirà la processione con il Santissimo Sacramento”, l’annuncio ai fedeli sulla seconda parte della giornata del Papa.

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