Migrazioni: card. Bassetti, “non ridurle a una mera questione di polizia”

“Non si può pensare di risolvere i flussi migratori riducendoli a una mera questione di polizia o addirittura di spesa pubblica. C’è molto di più. C’è in gioco, prima di tutto, la salvaguardia della dignità umana che è sempre incalpestabile e inalienabile”. Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, in un’intervista al Quotidiano nazionale. “Non si possono assolutamente lasciare soli i Paesi di sbarco come l’Italia, perché è un fenomeno che riguarda l’intera Europa – ha aggiunto – e che va risolto in ambito internazionale con la cooperazione di tutti”. A proposito dell’integrazione nelle società odierne, il cardinale ha indicato due “grandi sfide” da cogliere come “opportunità” e anche come “termometro della nostra fede”. “La cultura dell’incontro, espressa magistralmente dal capitolo 25 del Vangelo di Matteo, non può essere confusa, in alcun modo, con la ‘cultura della paura’ o, peggio, con i preoccupanti rigurgiti della xenofobia”. Infine, riflettendo sull’impegno dei cattolici in politica in questa fase, il presidente della Cei ha sottolineato che “il contributo non deve arrivare tanto dai ‘cattolici impegnati in politica’, ma da tutta quella vasta rete del laicato cattolico che oggi è impegnata nell’associazionismo, nelle parrocchie, nei gruppi, nei movimenti e nel sociale”. “C’è un mondo vastissimo, vivo e ricco di esperienze, che può dare, in una forma nuova, diversa dal passato, un contributo enorme al Paese”.

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