Diocesi: Savona-Noli, Tari più cara per affitti a richiedenti asilo. Caritas e Comunità Servizi, “no a pregiudizi verso di loro”

“Non condividiamo quando si vuole assimilare le attività di accoglienza straordinarie (Cas o Sprar), gestite da soggetti che per statuto non possono e non vogliono svolgere attività imprenditoriale, all’attività lucrativa. Soprattutto non condividiamo l’approccio rispetto al sottintendere l’immigrato quale soggetto più facilmente proiettato verso attività non lecita”. Lo scrivono la Caritas diocesana di Savona e la Fondazione Comunità Servizi in una nota sulla mozione presentata nei giorni scorsi in Consiglio comunale, in cui si chiede di intervenire per aumentare la Tari dei proprietari che affittano immobili ai soggetti che ospitano richiedenti asilo. Dall’atto, secondo i firmatari del comunicato, emerge, tra l’altro, “un pregiudizio verso i richiedente asilo che rigettiamo con forza”. “Per noi le persone, anche in virtù di quanto affermato dall’articolo 3 della nostra Costituzione, hanno ‘pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’ – si legge -. Non vogliamo entrare in polemiche partitiche, ma sul piano valoriale rigettiamo con forza qualsiasi proposta che minimamente rimandi ai brutti ricordi di un passato che ogni tanto sembra riemergere”.

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