Corpus Domini: mons. Nulty (Dublino), “non essere mai ciechi alle vite che incontriamo”

Pellegrini irlandesi sono arrivati al santuario mariano di Knock, da 56 parrocchie, per la celebrazione del Corpus Domini presieduta, ieri, domenica 3 giugno, dal vescovo Denis Nulty. “Una sola famiglia nella fede” si è riunita a 79 giorni dall’inizio dell’incontro mondiale delle famiglie di Dublino, cui ha fatto riferimento il vescovo Nulty: “Se una messa non è santa, c’è qualcosa di molto sbagliato”, ha spiegato il vescovo nell’omelia. Quella che celebrerà Papa Francesco “forse con mezzo milione di persone al Phoenix Park il prossimo agosto” è la stessa che si celebra “in ospedali, case di cura, carceri e centri di accoglienza” o “quotidianamente nelle parrocchie”. A lungo si è soffermato il vescovo sul senso dell’andare in processione, come avviene ogni giorno a Knock e come è avvenuto anche ieri. Il vescovo l’ha definito un “movimento missionario” e per questo ha esortato a “non essere mai ciechi alla realtà della vita che incontriamo sul cammino” che si compie in processione perché “in ogni persona, incontriamo il Cristo”. “Possiamo stare certi” ha concluso il vescovo citando l’esportazione apostolica di Papa Francesco “Gaudete et Exsultate” che Nostra Signora di Knock, che è apparsa in quel luogo, ma non ha mai proferito parola “non si aspetterà nemmeno da noi che diciamo molto, ma solo che siamo presenti e aperti a incontrare Cristo in tutti quelli che incontriamo”.

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