Corpus Domini: mons. Moraglia (Venezia), “Eucaristia è dono ricevuto dalla Chiesa, non invenzione degli uomini”

“Esser sempre una Chiesa ‘eucaristica’, in cui al centro sia sempre e solo il Signore”. È l’invito con il quale il patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha concluso ieri sera l’omelia della messa per la solennità del Corpus Domini, celebrata nella basilica cattedrale di San Marco, alla quale è seguita la processione eucaristica in piazza. L’Eucaristia, ha spiegato, “non solo si celebra ma si adora e questi due gesti ecclesiali – celebrazione e adorazione – non sono in contrasto fra loro ma costituiscono arricchimento di una compiuta fede ecclesiale”. Sacramento per eccellenza, “nell’Eucaristia è presente lo stesso Cristo; negli altri sacramenti vi è solo una Sua forza. Gli altri sacramenti, poi, sono ordinati tutti all’Eucaristia come loro fine”. Per questo, l’Eucaristia “è l’atto sommo che il discepolo e la Chiesa pongono e vivono personalmente e comunitariamente”. Secondo il patriarca “è il rendersi presente qui e ora del Cristo pasquale, il Crocifisso che ha vinto la morte; l’Eucaristia è l’evento definitivo della storia che contiene il Cristo risorto che noi incontriamo nella fede battesimale. Una fede che ci interpella affinché viviamo l’Eucaristia come dono ricevuto dalla Chiesa e non come invenzione degli uomini”. “Celebrare e vivere l’Eucaristia, nella propria carne e nella propria comunità, dice la nostra reale fedeltà a Cristo morto e risorto – ha concluso -. In tal modo l’Eucaristia celebrata, adorata, vissuta e testimoniata costituisce il gesto oltre il quale la Chiesa non può andare, nell’attesa fiduciosa e vigilante del suo Signore”.

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