Avvenire: la prima pagina di domani 5 giugno. Salvini sui migranti, repressione in Nicaragua, messaggio Cei per il Creato

“Avvenire” apre la sua prima pagina con il tema migranti, preso di petto dal ministro Salvini, il quale ha suscitato un caso con la Tunisia, proprio in coincidenza con tragici naufragi e l’uccisione in Calabria di un sindacalista maliano. Due gli editoriali dedicati al tema. Paolo Borgna scrive: “‘Gironzolano tutto il giorno per il paese, coi loro smartphone in mano, senza far niente’. Quante volte, negli ultimi anni, abbiamo ascoltato queste parole da miti abitanti di piccoli Comuni, insofferenti per la presenza, nei centri di accoglienza, di alcune decine di richiedenti asilo, in attesa (un’attesa che può durare anche due anni…) di una decisione sulla loro richiesta. Anche quando quei cittadini stranieri non erano coinvolti in alcuna attività illecita (ed era la maggior parte dei casi) dava fastidio, soprattutto in comunità a volte piccolissime, la loro semplice presenza. Il loro ‘gironzolare’ (sottinteso: pagato coi nostri soldi). Il vento, che ha gonfiato le vele che han condotto l’onorevole Salvini a sedere nel suo ufficio al Viminale, è stato alimentato da sentimenti come questi. Sentimenti sui quali si possono esprimere opinioni diverse e articolate; ma di cui sarebbe sciocco ignorare l’esistenza”. Antonio Maria Mira si concentra sull’omicidio in Calabria: “Soumaila aveva visto la morte da vicino quattro volte ma era riuscito a sfuggire. La morte che accompagna chi fugge dai drammi africani attraversando il mare verso la speranza di una vita. Anche Soumaila era su un barcone, non sappiamo se salvato da una nave militare o di un’Ong. Poi la Calabria, tendopoli-baraccopoli di San Ferdinando, unica ‘non scelta’ per i lavoratori migranti di Rosarno e della Piana di Gioia Tauro. La morte Soumaila l’ha vista da vicino tre volte, proprio qui, in questo non luogo. Lui regolare, regolarissimo, ma da sempre sfruttato da caporali e imprenditori italiani. Due volte la sua baracca è stata distrutta dalle fiamme. Il 3 luglio 2017 e il 27 gennaio 2019, quando le fiamme hanno ucciso la giovane Becky Moses. Soumaila, che in quelle baracche viveva, era invece riuscito a salvarsi. La sua baracca era stata distrutta due volte e due volte lui l’aveva ricostruita”. Al taglio una fotocronaca sulla repressione in Nicaragua, dove la polizia spara sugli oppositori, mentre il Papa ha lanciato un nuovo appello. Inoltre, un richiamo per il messaggio della Cei per la salvaguardia del Creato, la cui Giornata si terrà il primo di settembre. Infine, Popotus, il giornale dei ragazzi con le notizie degli adulti, e “Luoghi dell’infinito”, il mensile di arte, cultura e spiritualità, in edicola per tutto giugno.

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