Assemblea Kek: Welby, la “più grande insidia” per l’Europa è “la paura dell’altro”

Justin Welby

“La paura è la più grande insidia che ostacola oggi la testimonianza e la presenza cristiana. È la paura dell’altro che ci costringe a superare le barriere, sia all’interno delle Chiese, sia tra le Chiese, sia tra le nazioni. È la paura dell’altro che ci fa costruire muri, spirituali e fisici. È la paura dell’altro che porta alle divisioni e probabilmente anche alla caduta delle civiltà”. Lo ha detto ieri l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, all’Assemblea generale della Conferenza delle Chiese europee (KEK) in corso a Novi Sad, in Serbia. “La diversità è uno dei doni dell’Europa, ma vivere con questa diversità richiede anche il dono della riconciliazione attraverso la Chiesa”, ha detto l’arcivescovo anglicano, tracciando la responsabilità che le Chiese oggi hanno in Europa. “Più le persone sono attanagliate dalla paura dell’Altro e queste paure sono giocate e manipolate dai leader politici, più la Chiesa deve essere una presenza che dimostra ospitalità, umiltà, servizio e amore”. L’arcivescovo Welby ha poi definito l’Unione europea come “il più grande sogno realizzato per gli esseri umani dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente”. “Ha portato pace, prosperità, compassione per i poveri e i deboli, speranza per tutto il suo popolo”. In questa Europa, la Chiesa è presente. “Nella sua ricerca di unità, la Chiesa sfida le divisioni delle nostre società, nella sua ospitalità sfida l’egoismo e la paura dell’altro, nella sua umiltà può mostrare come riconoscere il suo fallimento e, quindi, perdonare e cercare il perdono”.

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