Siria: card. Zenari (nunzio), “nel Paese i ladroni uccidono anche i buoni samaritani”

“Più della metà degli ospedali sono fuori uso come una scuola su tre. Ci sono tanti buoni samaritani in Siria. Nel settore sanitario ne sono stati uccisi più di 700. Nel Paese, i ladroni uccidono anche i buoni samaritani”. Così il nunzio apostolico in Siria, il card. Mario Zenari, intervenendo alla festa di Avvenire, a Matera. Citando i dati dell’Oms, il porporato ha segnalato che “due terzi del personale sanitario ha lasciato la Siria”. Poi, l’attenzione si è focalizzata sulle condizioni dei cristiani, che “sono stati più che dimezzati negli ultimi anni di conflitto”. Il cardinale ha considerato ciò “una ferita non solo nelle chiese ma anche nella società siriana”, perché “sono aperti, non fondamentalisti e si trovano bene con tutti”. E “hanno dato grandi apporti in Siria con ospedali e scuole”. Quindi, l’auspicio di “aiutare i cristiani a rimanere” e di “fare in modo che i milioni di persone che sognano il proprio focolare possano tornare, ma devono cessare gli scontri e le bombe”. Parlando dello sforzo della diplomazia vaticana per la Siria, il card. Zenari ha ricordato “il ricorso all’arma della preghiera” e l’attenzione di Papa Francesco, che, “quando incontra i principali capi di Stato, tra i primi argomenti nell’agenda considera il Medioriente. E quindi la Siria”. Poi, “il Papa ha i suoi rappresentanti diplomatici”. “La Santa Sede non rompe le relazioni diplomatiche e nelle questioni umanitarie fa quel che si può”. Per quanto riguarda il campo degli aiuti, “la Chiesa cattolica nel 2016 ha finanziato in Siria progetti per aiuti umanitari in campo educativo e sanitario per duecento milioni di dollari con gli aiuti delle varie conferenze episcopali e dalla carità del Papa”. “Per molti musulmani – ha raccontato il cardinale – è una sorpresa vedere che i cristiani aiutano i musulmani”.

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