Papa Francesco: messaggio Giornata poveri, “non è di protagonismo che hanno bisogno”. No a “disprezzo” e “pietismo”

“Davanti ai poveri non si tratta di giocare per avere il primato di intervento”, perché “non è di protagonismo che i poveri hanno bisogno, ma di amore che sa nascondersi e dimenticare il bene fatto”. Ne è convinto il Papa, che nel messaggio per la Giornata mondiale dei poveri loda le “innumerevoli iniziative che ogni giorno la comunità cristiana intraprende per dare un segno di vicinanza e di sollievo alle tante forme di povertà che sono sotto i nostri occhi”. “Spesso la collaborazione con altre realtà, che sono mosse non dalla fede ma dalla solidarietà umana, riesce a portare un aiuto che da soli non potremmo realizzare”, scrive il Papa: “Riconoscere che, nell’immenso mondo della povertà, anche il nostro intervento è limitato, debole e insufficiente conduce a tendere le mani verso altri, perché la collaborazione reciproca possa raggiungere l’obiettivo in maniera più efficace. Siamo mossi dalla fede e dall’imperativo della carità, ma sappiamo riconoscere altre forme di aiuto e solidarietà che si prefiggono in parte gli stessi obiettivi; purché non trascuriamo quello che ci è proprio, cioè condurre tutti a Dio e alla santità”. “Il dialogo tra le diverse esperienze e l’umiltà di prestare la nostra collaborazione, senza protagonismi di sorta, è una risposta adeguata e pienamente evangelica che possiamo realizzare”, la tesi del Papa, che ricorda come “i veri protagonisti sono il Signore e i poveri. Chi si pone al servizio è strumento nelle mani di Dio per far riconoscere la sua presenza e la sua salvezza”. No, allora, a “disprezzo e pietismo verso di essi”, sì invece alla capacità di “rendere loro onore, dare loro la precedenza, convinti che sono una presenza reale di Gesù in mezzo a noi”. Il mondo, invece, “insegue e imita coloro che hanno potere e ricchezza, mentre emargina i poveri e li considera uno scarto e una vergogna”, l’ammonimento del Papa, che sulla scorta di san Paolo invita a “dare pienezza evangelica alla solidarietà con le membra più deboli e meno dotate del corpo di Cristo”.

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