Migrazioni: p. Czerny (Migranti & Rifugiati), “discorso tossico sia rimpiazzato da cultura dell’incontro”. Il lavoro sui Patti globali Onu

“Preghiamo perché si risolvano le numerose tragedie recenti e in futuro spariscano” ma anche che “si riduca e sparisca il discorso tossico” sulle migrazioni, da rimpiazzare con “la cultura dell’incontro e del riconoscimento reciproco della ricchezza di ciascuno”. E’ l’auspicio di padre Michael Czerny, sotto-segretario della Sezione Migranti & Rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, nel suo intervento di oggi al Colloquio internazionale Santa Sede-Messico sulle migrazioni, durante il quale ha fatto il punto sul processo verso i due Patti globali sulle migrazioni e sui rifugiati, che la Santa Sede sta accompagnando attivamente da due anni. “Aspettiamo l’adozione tra qualche mese dei Patti globali – ha detto -, anche se non sono vincolanti hanno carattere normativo e si spera che aiuteranno gli Stati e tutti gli interessati a rispondere meglio ai bisogni dei richiedenti asilo e a rendere la migrazione internazionale più sicura, ordinata e regolare”. La Sezione Migranti & Rifugiati ha sviluppato da tempo 20 Punti di azione per facilitare le risposte pastorali delle Chiese locali e tutti coloro che lavorano nel settore. I 20 punti sono stati presentati all’Onu per introdurre buone pratiche negli Stati. La Sezione ha anche partecipato a riunioni con i rappresentanti dell’Unione africana, dell’Unione europea, con episcopati dell’America Latina e dell’Asia.  “In questi due anni – ha ricordato padre Czerny – il Papa ha chiesto di sostituire la globalizzazione dell’indifferenza con la globalizzazione della solidarietà”. Ancora prima della conclusione del processo che porterà ai Patti globali, ha detto, “alcuni Paesi hanno già lanciato iniziative in linea con i 20 Punti di azione. Ad esempio corridoi umanitari, programmi di accompagnamento, canali speciali per la regolarizzazione dei migranti appena arrivati, facilitazione dei processi per la certificazione dei titoli educativi e professionali ottenuti all’estero, riduzione o eliminazione della detenzione dei minori per reati migratori”. “La Santa Sede – ha concluso – insiste sull’importanza di mantenere un approccio olistico e integrale basato sulla centralità della persona umana. In questo senso in entrambe le bozze esistono ancora lacune, sulle quali la Santa Sede sta lavorando insieme ad altri Paesi”.

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