Empori solidali: don Soddu (Caritas italiana), “il nostro Paese sappia essere fedele alla sua vocazione di accoglienza”

“Fare memoria non può essere ridotto a un momento di autocelebrazione, ma deve essere occasione per proseguire quel discernimento comunitario che dovrebbe generare le nostre scelte e i nostri gesti per continuare ad essere una comunità generativa”. Lo ha detto don Francesco Soddu, direttore Caritas italiana, inaugurando questa mattina a Roma il convegno “Comunità solidali negli anni della crisi”, promosso da Caritas italiana e Caritas diocesana di Roma in occasione dei dieci anni dall’apertura del primo Emporio della solidarietà presso la Cittadella della Carità “Santa Giacinta”, nella capitale. Oggi questi empori sono quasi 120 in tutte le regioni, 90 dei quali promossi dalle Caritas diocesane in 66 diocesi. Hanno aiutato decine di migliaia di famiglie ad affrontare la crisi “i cui effetti permangono nel nostro Paese”, osserva don Soddu. Oggi, avverte, “servono forme adeguate, aderenti ai bisogni senza mai deflettere da un atteggiamento di solidarietà e accoglienza. Gli empori non vanno visti come una soluzione miracolistica, ma come un segno di accoglienza di famiglie colpite da un impoverimento spesso repentino e inaspettato”. Tutte queste esperienze “hanno il metodo Caritas, ossia la persona e i suoi bisogni vengono collocati al centro offrendo non una solidarietà occasionale ma una comunità che accoglie”. “Ci auguriamo – conclude Soddu – che il nostro Paese sappia essere fedele a questa vocazione che punteggia di solidarietà tutto il territorio”.

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