Sinodo giovani: p. Colizzi (Cis), “non essere vincenti, ma autentici”

“Per fare buone scelte è necessario conoscere i propri sentimenti”. Lo ha detto padre Renato Colizzi, direttore del Cis, nell’ambito degli incontri, che si sono svolti nei giorni scorsi, all’Istituto Massimo degli Scout d’Europa, distretto Roma Ovest, in sinergia con il Centro ignaziano di spiritualità (Cis). Presenti circa 100 giovani, tra i 16 e i 30 anni, provenienti da 12 gruppi di Roma. Il gesuita li ha incoraggiati a rileggere le proprie esperienze “perché Gesù voleva una comunità in cui si parlava, ci si raccontava”. A loro ha detto che “il desiderio ascoltato ma non capito è il seme caduto sulla strada: quello zapping dei desideri, che non conosce il tempo per mettere radici”. Da qui l’invito a “farsi domande per comprendere come le esperienze producano cambiamenti nella vita”. Quando il seme cade sul terreno sassoso, invece, si vive “l’entusiasmo senza profondità”. La quotidianità che decide per me, la paura di giocarsi fino in fondo”. Infine, il seme caduto tra le spine: “La pianta cresce e mette radici ma accanto altre piante la soffocano. Sono i desideri che altri hanno piantato in noi. Vivere i desideri degli altri fa soffocare”. L’invito è quello di difendere i desideri dai tre terreni con perseveranza, “a rischio di non essere compresi. Giocarsi fino in fondo, per non avere rimpianti. Scegliere per essere non vincenti, ma autentici”. Poi, le testimonianze dei giovani: da quella di Sofia e del suo cambio di facoltà a quella di Andrea e Marta, che hanno riconosciuto dopo una lunga amicizia e tra tante paure un progetto d’amore più grande. Infine, l’incoraggiamento a “riscoprire la propria fragilità che sa generare occhi nuovi, rinnovare l’attenzione verso le persone e i momenti semplici della giornata”.

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